Martedì 31 Marzo 2020
   
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Il Marocco vuole tornare a contare in Libia

re marocco

 

Negli ultimi due anni sulla Libia sono state svolte diverse conferenze, tanto in Europa quanto in Medio Oriente. Alla fine però, l’unico accordo accettato sotto il profilo giuridico nel Paese nordafricano, e che funge da base dell’attuale assetto istituzionale, è quello siglato nella città marocchina di Skhirat sul finire del 2015. Le intese raggiunte lì tra le varie parti libiche, ancora oggi costituiscono una sorta di “costituzione” che riconosce la legittimità del governo di Al Sarraj, nonché del parlamento di Tobruk, braccio politico di Haftar, e del consiglio di Stato stanziato a Tripoli. Per questo motivo, il Marocco potrebbe quanto prima rientrare in scena in Libia ed ospitare una nuova conferenza per provare a dare slancio al dialogo politico intra libico.

Le ultime mosse di Rabat

Il governo marocchino di recente è rimasto molto deluso, sul fronte libico, per via dell’esclusione dal tavolo della conferenza di Berlino. Una riunione quest’ultima il cui documento si avvia verso il suo definitivo fallimento: tra gli oltre 50 punti approvati nella capitale tedesca, ad emergere sono soprattutto quelli che parlano di tregua e rispetto dell’embargo sulle armi, elementi lontani dalla realtà e non raggiunti dalla diplomazia europea. Proprio sulla base del fallimento dell’iniziativa a guida tedesca, che in teoria doveva rilanciare il ruolo dell’Europa in Libia, il Marocco adesso ha deciso di tornare nuovamente attivo. Per Rabat, incidere sul dossier libico vorrebbe significare avere un ruolo di primaria importanza in tutta la regione nordafricana. Un’ambizione questa mai celata da parte di re Mohammed VI.

E il governo negli ultimi giorni ha rilanciato il suo ruolo di mediatore. Da Rabat, in particolare, hanno fatto presente di aver avuto colloqui con diversi importanti attori impegnati nel campo libico. L’ultimo in ordine di tempo, ha riguardato il confronto che il ministro degli esteri marocchino, Nasser Bourita, ha avuto sabato scorso con l’emissario del parlamento di Tobruk e con il titolare della diplomazia del governo stanziato ad Al Beyda, Abdelhadi Lahouij. Quest’ultimo costituisce di fatto il ministro degli esteri di Haftar o, per meglio dire, dell’esecutivo non riconosciuto internazionalmente che ha però conferito al generale il titolo di Maresciallo di Libia. I rappresentanti delle istituzioni stanziate in Cirenaica, hanno ringraziato il Marocco per l’impegno profuso nel dossier libico, ricordando proprio l’importanza ancora attuale degli accordi siglati a Skhirat.

Ma da Rabat non si è stati impegnati soltanto sul fronte pro Haftar. Così come fatto sapere da fonti ufficiali del governo marocchino, nelle stesse ore in cui si svolgevano gli incontri con i rappresentanti di parlamento e governo insediati nell’est della Libia, il ministro degli esteri Bourita ha tenuto un colloqui telefonico con Khaled Mechri. Quest’ultimo è il presidente del Consiglio di Stato libico, il parlamento nato con le elezioni del 2012 ed attualmente stanziato a Tripoli, molto vicino alle posizioni del governo di Al Sarraj. Anche Mechri ha ringraziato il Marocco ed ha ricordato gli accordi di Skhirat che, tra le altre cose, hanno donato al Consiglio di Stato il ruolo di “Camera alta” libica provvisoria.

Possibile una nuova conferenza in Marocco?

Da Rabat dunque, arrivano sempre più segnali di un interessamento da parte marocchina ad un ritorno in scena importante del locale governo come attore in grado di mediare tra le parti libiche. Ed ecco quindi che, sulla scena diplomatica, inizia ad emergere la possibilità di una nuova conferenza di Skhirat. Nei giorni scorsi il vice ministro degli esteri marocchino, sembra aver del resto indicato ufficialmente la via durante la recente riunione, tenuta ad Addis Abeba, del consiglio di pace e di sicurezza dell’Unione Africana: “L’accordo di Skhirat – ha dichiarato in quell’occasione il rappresentante di Rabat – elogiato dalle organizzazioni regionali e internazionali, non è il risultato di incontri diplomatici, ma il risultato di lunghe discussioni tra gli stessi libici”.

Come dire dunque che, mentre nel vecchio continente si perde tempo ad organizzare riunioni tra i paesi stranieri tralasciando il parere dei libici, il Marocco potrebbe intestarsi un vertice dove, come nel 2015, a dialogare siano unicamente le varie parti del paese nordafricano in guerra. La possibilità di una Skhirat 2.0 non è dunque poi così remota. Al contrario, a livello politico ci sarebbero già, da parte marocchina, i primo obiettivi da poter raggiungere: unificazione delle forze armate e nuovo governo in grado di aggregare tutte le parti libiche.

MAURO INDELICATO - Inside Over

 

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