Mercoledì 20 Novembre 2019
   
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L’IISS Pietro Sette e Gimnazja Ptuij di nuovo insieme

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Da una nota inviata alla nostra redazione dall'ass. Rosa Colacicco diffondiamo.

Il patrimonio di una Città non è fatto soltanto di monumenti e luoghi da attraversare, ma è fatto anche di persone che abitano quei luoghi e in essi mettono in circolo quell’energia che ognuno scopre dentro di sé e che sceglie di sviluppare e potenziare per attivare un cambiamento culturale  che richiede tempo, fatica e confronto.

Compito di questo Assessorato alle Politiche Educative e Istruzione è anche quello di promuovere, sostenere e diffondere le buone pratiche che le scuole del nostro territorio mettono in campo e che rischiano di essere conosciute all’estero e ignorate in patria scivolando lentamente verso una sorta di mutazione nella “fuga dei cervelli”.

In quest’ottica, vogliamo lavorare con i giovani e i docenti dell’I.I.S.S. “Pietro Sette” di Santeramo in Colle che saranno presto protagonisti anche del Consiglio Comunale dei Ragazzi ma che intanto ci annunciano che sta per partire la seconda fase del progetto Erasmus Plus “Il Debate: palestra di competenze”, ideato e realizzato dalla prof.ssa Rosa Carnevale, docente di storia e filosofia presso il nostro Istituto. Partner del progetto la scuola slovena Gimnazja Ptuij, un liceo situato in una cittadina a circa 130 km da Lubiana. Il formatore, Miha Andrič, laureato in filosofia e sociologia, è impegnato nella diffusione della pratica del debate a livello internazionale, con numerose esperienze anche oltreoceano. Le finalità sono quelle di formare un gruppo di ragazzi italiani e sloveni sul Debate in lingua inglese. L’IISS P. Sette si è aggiudicato l’anno scorso il titolo di campione d’Italia di Debate. Quest’anno si è piazzato fra le prime tre squadre, ed è scuola polo regionale per questa innovativa pratica didattica.

Per l’occasione, l’11 aprile 2019 a partire dalle ore 11.30, la sala consiliare accoglierà gli ospiti provenienti dalla Slovenia accompagnati dai partecipanti dell’I.I.S.S. “Pietro Sette” per uno scambio di saluti con l’Amministrazione e una breve visita al Palazzo Municipale.

Infatti, come si legge in una nota giunta all’Amministrazione (a cura della giovane studentessa Lilly Susca) e che condivido con la cittadinanza, i referenti del progetto annunciano che dal 10 al 15 aprile la scuola ospiterà una delegazione di studenti e docenti del Gimnazja Ptuij per dare vita al secondo ed ultimo scambio in presenza. Il progetto proseguirà con la condivisione  dei materiali prodotti e dei risultati raggiunti.

“Le attività dal 10 al 15 prevedono, oltre alla formazione in aula, l'attuazione di un torneo di gare amichevoli in lingua inglese tra gli studenti italiani e gli studenti sloveni, che si svolgerà nella sede IT-LS. Sono previste inoltre escursioni, visite guidate e momenti conviviali.

La prima fase del progetto ha avuto luogo a gennaio. Qui di seguito una serie di commenti raccolti a conclusione dell’esperienza, fra ragazzi e docenti partecipanti:

Martina:

Questa esperienza mi ha aiutato moltissimo. Personalmente ora vivo le gare di debate con molta meno ansia e sento di riuscire anche ad esprimermi meglio. Mi sento più forte e so molte più cose sia per quando riguarda la costruzione di un’argomentazione sia nel confutare. Mi sono divertita tantissimo perché ho conosciuto persone nuove. Un’esperienza da rifare assolutamente.

Federica:

L'esperienza dell'Erasums è stata più che positiva: con le conoscenze necessarie per crescere e migliorare, si è rinnovato un nuovo entusiasmo, che ci ha avvicinati ancora di più al mondo del Debate.

In poche ma intense giornate, ci siamo sentiti più forti nel campo del pensiero critico, della confutazione rapida ed efficace e nell'ascolto di modi di ragionare ed idee differenti dai nostri.

Sentiamo di dovere un grazie particolare al nostro formatore, Miha, che è riuscito a trasmetterci tanta della sua esperienza, con dedizione e passione.

Infine, ciò che ha contribuito a rendere la settimana trascorsa a Ptuj significativa, è stato lo scambio culturale avvenuto con un gruppo di ragazzi sloveni, che ci ha permesso di avere un contatto diretto con la realtà e le tradizioni slovene.

Prof.ssa Susca:

Avete presente il gioco dei fiammiferi? Quella specie di rompicapo che ti chiede di formare figure, numeri o parole usando i fiammiferi a disposizione e imponendo un numero massimo di spostamenti? È un gioco stupido, così ti sembra dopo aver chiesto la soluzione. Perché quasi mai ci arrivi da solo alla soluzione. Perché per arrivare alla soluzione devi mettere in campo una qualità specifica: la capacità di andare oltre i confini del pensiero comune, di rompere gli schemi, di guardare tutto lo spazio, non solo quello racchiuso fra i fiammiferi. Quindi, diciamocelo, non è la cosa più semplice che ci sia. Sarà un giochino stupido, ma per risolvere l'enigma devi essere intelligente, di quella particolare intelligenza che in tanti campi risulta utile, anzi fondamentale. Pensate alla ricerca scientifica, dove bisogna intuire qualcosa e dimostrare che quella intuizione è fondata, intuire partendo a volte dal nulla, o da presupposti anche solo affini alla tesi che si vuole dimostrare. Pensate all'arte, all'architettura, allo sviluppo delle nanotecnologie. In ogni campo questa capacità di rompere gli schemi, di creare dal nulla un'idea, una prospettiva, una strada, è fondamentale. Quello a cui ho assistito in questi giorni in Slovenia, rivestendo il ruolo di accompagnatrice di un gruppo di nostri studenti e di insegnate in formazione per il progetto Erasmus plus, è stato un lungo e stimolante gioco dei fiammiferi. I ragazzi sono stati spronati a vivere questa esperienza di formazione sul debate in lingua inglese, sradicando convinzioni, valutando un problema da punti di vista diversi, se non opposti, rimettendosi in discussione  dopo aver ascoltato altre opinioni. Ho visto ragazzi che hanno vinto ritrosie e insicurezze, ho visto studenti imparare nuovi vocaboli in inglese con estrema facilità perché serviva loro per una gara di debate, considerare la lingua inglese finalmente come strumento, come mezzo per raggiungere uno scopo, non più come materia scolastica. Il gioco dei fiammiferi. Imparare ad allargare lo sguardo a vedere quello che sembra non ci sia eppure è lì, proprio sotto il tuo naso.

Prof.ssa Giorgio:

Formazione, confronto, crescita.

Queste parole delineano la mia esperienza in Slovenia nell’ambito del progetto Erasmus+ Debate in lingua inglese.

Formazione: per noi docenti è stata una settimana di formazione vissuta alla pari con gli studenti.

Ho trovato nel nostro formatore sloveno Miha Andrič, laureato in filosofia e sociologia, esperto e formatore internazionale della pratica del debate, un giovane carismatico, un oratore degno di nota. È riuscito a trasmettere il suo entusiasmo ai nostri studenti che hanno fatto tesoro dei suoi insegnamenti.

I suoi strumenti? Nessuna presentazione in power point, nessun libro, niente “effetti speciali”. Lavagna bianca, pennarelli colorati e semplicemente sé stesso: la sua simpatica mimica, la sua straordinaria capacità nel modulare la voce a seconda di quello che stava dicendo, la sua destrezza nello schematizzare i contenuti di cui ha mostrato un’eccellente padronanza e non solo insegnamento teoretico che dopo 20 minuti spinge a chiederti “quando finisce la lezione?” Aneddoti, esempi pragmatici, efficaci nel rendere indelebili i saperi.

Insomma, un esempio di insegnamento, quell’insegnamento capace di destare interesse, di solleticare la curiosità degli studenti, di rendere l’apprendimento piacevole.

Confronto: il confronto culturale è sempre positivo perché, dando la possibilità di uscire dalla propria nicchia e conoscere l’altro da sé, apre gli orizzonti, apre la mente.

In Slovenia ho osservato una realtà scolastica anni luce distante dalla nostra. Scuole belle, ambienti confortevoli ed accoglienti, sale docenti che sono luoghi di lettura, di ristoro, di incontro, aule attrezzate, biblioteche, anfiteatri, mense. Tutto ciò è sicuramente piacevole alla vista. Ma la scuola slovena non è solo questo, non è soltanto un luogo di lavoro per i docenti e di apprendimento per gli studenti. E’ un luogo in cui vivere. Lì i ritmi che scandiscono la giornata scolastica sono concepiti a misura di studente e di docente: 5 minuti di pausa ogni 45 minuti di lezione, pausa pranzo, settimana corta. È stato molto costruttivo il dialogo con i colleghi sloveni, disponibili ad illustrarci il loro sistema scolastico, molto ospitali e desiderosi ora di vedere le bellezze della nostra Italia.

Ma ciò che mi ha lasciato esterrefatta è stata la compostezza degli studenti sloveni nel seguire le lezioni, nel muoversi all’interno della scuola, persino nel mangiare e la loro naturalezza nel parlare la lingua inglese.

Lungi dall’apparire affannati e costretti a trascorrere il tempo per dovere, aspettando il suono della campanella per andar via, in Slovenia studenti e docenti trasmettono il piacere dello stare bene a scuola.

Mi piace pensare ad una scuola italiana che si muova verso questa direzione ed a governi che investano in istruzione e cultura!

Crescita: ritengo che ogni confronto è motivo di crescita. Dal confronto scaturiscono la messa in discussione e la possibilità di considerare le positività di altri contesti come elementi da cui trarre spunto, nuova linfa per migliorare sé stessi, per cambiare le proprie prassi che talvolta si portano avanti in maniera abitudinaria.

Di certo questa esperienza è stata ricchissima di spunti, di esempi da seguire e per me occasione di crescita professionale.

Concludendo, esprimo la mia gratitudine al Dirigente Scolastico, prof. Giovanni Mariani ed alla collega prof.ssa Rosa Carnevale, ideatrice del progetto per questa preziosa occasione.

Prof.ssa Brunetti:

Non si può che parlare in termini positivi dell’esperienza vissuta a Ptuji(Slovenia) dal 7 al 12   Gennaio 2019, e che ha visto protagonisti alcuni ragazzi del Liceo “Pietro Sette”. Per quel che riguarda la sfera personale, posso affermare che l’esperienza ha costituito una crescita sia               sul versante professionale che su quello umano; inoltre si è rafforzata in me , la convinzione che la scuola, quella vera, quella globale, quella degna di un paese europeo, non può e non deve essere delimitata dai muri di cinta dell’istituto, la scuola del futuro si confronta e collabora con quelle poste oltre i confini geografici. I nostri studenti, fantastici in ogni loro manifestazione, ci hanno mostrato di essere capaci di costruire un futuro migliore, libero da pregiudizi, di volta in volta hanno collaborato con gli studenti sloveni o si sono confrontati e affrontati nelle gare di Debate, dimostrando tenacia nel raggiungere un obiettivo, spirito critico, grande senso di responsabilità, e considerevole apertura mentale.

Ringrazio la scuola per avermi permesso di vivere questa bella esperienza.”

Chi vuole approfondire, può visualizzare il sito della Scuola: www.iisspietrosette.it  e raggiungerci in Municipio il prossimo 11 aprile per fare domande in diretta ai protagonisti del progetto.

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