Lunedì 20 Agosto 2018
   
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Sant'Erasmo. Il programma dei tre giorni di festa

Manifesto S.Erasmo_2

Santeramo: Storia e tradizioni di una città

Anche quest’anno come da tradizione si festeggerà il 2 giugno, la festa di Sant'Erasmo, un evento importante che con la sua atmosfera coinvolge tutti i santermani. La festa di Sant'Erasmo è da sempre un richiamo forte, un appuntamento irrinunciabile, un momento importante, una data da onorare per giovani e anziani.

Un programma intenso, organizzato nei minimi particolari, tra la spiritualità in omaggio al Santo e il divertimento.

Per questa occasione il paese si riveste di luci colorate e di particolari addobbi che si concentrano soprattutto nella Chiesa Madre, per il Corso e in Piazza Garibaldi.

L'interno della Chiesa, intitolata al Santo Patrono, è adornato come sempre con lunghi tendaggi vellutati che la rendono ancora più bella.

Migliaia di lampadine colorate e di diversa grandezza abbelliranno i corsi principali.

Di seguito il programma del 1, 2 e 3 giugno:

VEN 1 GIUGNO VIGILIA DELLA FESTA DI SANT’ERASMO 

ore 10.00 giro del paese della bassa musica “U Tammorr” Città di Mola.

ore 16.00 giro del paese della bassa musica “U Tammorr” Città di Mola. 

ore 18.30 raduno in piazza Municipio del Comitato Festa Patronale, delle Autorità Comunali, dei  rappresentanti delle Città gemellate, delle Autorità Militari e Corteo verso la Chiesa Madre. 

ore 18.30 S. Rosario. 

ore 19.00 S. Messa presieduta da padre Renato De Souza. 

ore 20.30 PROCESSIONE DI GALA dalla Chiesa Madre alla Chiesa del SS.mo Crocifisso,  accompagnata dal concerto bandistico “U. Minervini” città di Santeramo in Colle. 

Percorso: piazza Garibaldi, via Piazzolla, Chiesa del Carmine, corso Italia, piazza Di Vagno, via Netti, piazza Garibaldi, via Roma, Parrocchia SS.mo Crocifisso.  

ore 21.30 Servizio di orchestra del Concerto Bandistico “U. Minervini”  di Santeramo in Colle diretto dal M° N. Fiorentino. 

 

SAB 2 GIUGNOSOLENNITÀ DI SANT’ERASMO 

Sante Messe: 7.30 - 11.30 - 19.00

ore 7.30 Diana. 

ore 8.30 Saluto d’onore del Comitato Festa Patronale al Sindaco e corteo verso la Chiesa Madre. 

ore 9.00 SOLENNE CONCELEBRAZIONE presieduta dal nostro  Arcivescovo Mons. Giovanni Ricchiuti. 

ore 10.30 Consegna delle chiavi della città al Santo Patrono sul sagrato della Chiesa Madre e lancio di una mongolfiera di ringraziamento. 

ore11.00 PROCESSIONE DEL SANTO PATRONO per le vie della Città accompagnata dai Concerti Bandistici "U. Minervini" e "Santa Cecilia" di Santeramo. 

Percorso: piazza Garibaldi, via Annunziata, via Di Vittorio, corso Tripoli, via Iacoviello, piazza Di Vagno, via Netti, piazza Garibaldi, via Piazzolla, via Carmine, corso Italia,  via Diaz, piazza Municipio, via Marea, via San Leonardo, via Duca degli Abruzzi, corso Tripoli, largo Convento, via Roma, piazza Garibaldi. 

ore 18.00 Piazza Garibaldi: lancio di palloni aerostatici a cura della ditta “Biagio Di Rella” di Ruvo di Puglia. 

Ore 18.30 Piazza Garibaldi: esibizione folkloristica del gruppo “Sbandieratori Aktamura”. 

ore 20.00 Servizio di orchestra del concerto bandistico Città di Francavilla Fontana  

diretto dal M° Ermir Krantja. 

ore 21.00 PARTENZA DEL CARRO TRIONFALE preceduto dalla cavalcata in costumi d’epoca e  dal gruppo folkloristico “Sbandieratori Aktamura”. 

Percorso: piazza Tienanmen, via Stazione, corso Italia, via Altamura, via Roma,  piazza Garibaldi, via Netti, piazza Di Vagno, via Stazione, piazza Tienanmen. 

ore 1.00 Zona industriale: grandioso spettacolo di fuochi pirotecnici a cura delle premiate ditte  “Gioiese Fireworks” del cav. Martino De Carlo di Gioia del Colle e “Giovanni Padovano”  di Genzano di Lucania. 

 

 

DOM 3 GIUGNOSOLENNITÀ DEL CORPUS DOMINI 

ore 16.00 Giro del paese della bassa musica “U Tammorr” Città di Mola. 

ore 18.00 S. Messa. 

ore 19.00 PROCESSIONE DEL CORPUS DOMINI 

Percorso: piazza Garibaldi, via Roma, largo Convento, corso Tripoli, via Iacoviello, via F. Netti, piazza Garibaldi. 

ore 20.00 Piazza Garibaldi: servizio di orchestra del concerto Bandistico “Santa Cecilia” di Santeramo in Colle, diretto dal M° Vito D’ambrosio. 

ore 22.30 Rientro dell’Immagine del Santo dalla Chiesa Madre alla Chiesa del Carmine; a seguire rientro dell’immagine di Sant’Arasmicchie dalla Cassa Armonica alla Chiesa Madre. 

ore 24.00 Piazza Garibaldi: lancio della mongolfiera di fine festa. 

 

Manifestazioni popolari 

GRANDIOSO E SFARZOSO ADDOBBO DI LUMINARIE 

della premiata ditta PAULICELLI G. s.r.l. di Gianfranco Paulicelli da Capurso (BA) 

 

ADDOBBO IN CHIESA 

della premiata ditta SOLEMNITAS di Francesco Lebrino da Badia di Limbadi (VV) 

 

SAB 9 GIUGNO 

Estrazione premi della Sottoscrizione Volontaria 2018 

 

Storia del Santo

La vita di Sant'Erasmo è sospesa fra storia e leggenda poichè non possediamo fonti documentarie dirette che narrino con certezza gli eventi della sua esistenza terrena. Ciò che è certo è che egli è nato nel 3° secolo dopo Cristo ad Antiochia ed è morto, martire, nel 303, in seguito alle persecuzioni di Diocleziano. Di famiglia benestante, si narra che abbia studiato a Roma fin da piccolo e che la sua fede si forgiò, fortissima, fin dalla più tenera età. Intorno ai quarant'anni divenne vescovo di Antiochia. E qui la sua vita assume le tinte della leggenda: bisogna attingere alla "Passio" compilata nel VI secolo e che è sicuramente leggendaria. Qui si narra che quando scoppiò la persecuzione contro i cristiani da parte di Diocleziano e Massimiano, Erasmo era già vescovo. Per cercare di sfuggire alla persecuzione, si nascose per sette anni in una caverna del monte Libano. Ritornato in città con l'intenzione di affrontare anche la morte pur di diffondere la fede in Cristo, fu arrestato e condotto al tribunale dell'imperatore che, alternando lusinghe a tormenti, cercò di persuaderlo a sacrificare agli dei e a rinunciare alla sua fede; ma Erasmo fu irremovibile e rimase saldo nella fede e, perciò, fu rinchiuso in carcere. Liberato miracolosamente dall'intervento di un angelo, si recò nell'Illirico dove, in sette anni di infaticabile predicazione, convertì quattrocentomila persone. Arrestato di nuovo, stavolta per ordine di Massimiano, fu condotto a Sirmio dove, in segno di sfida, abbatté un simulacro e convertì altre quattrocentomila persone, molte delle quali furono uccise. Erasmo, dopo essere stato ancora tormentato orribilmente, fu rinchiuso in carcere. Fu liberato allora dall'arcangelo Michele che lo condusse a Formia, e qui, sette giorni dopo, spirò il 2 giugno 303, essendo stato martirizzato, pare, tramite eviscerazione (gli furono strappati gli intestini) e leggenda vuole che le visceri gli fossero legate ad un argano: il famoso dipinto di Poussin ritrae proprio tale scena per raffigurare il martirio del Santo. 

Fu sepolto dal vescovo formiano Probo nella parte occidentale della città, nei pressi dell'anfiteatro (oggi teatro) e il suo corpo rimase in quel luogo fino alla traslazione nel castro di Gaeta. Trent'anni dopo le invasioni saracene del IX secolo, proprio a Gaeta, il vescovo Bono ed il patrizio Docibile, essendo state rinvenute le ossa nella chiesa di S. Maria del Parco, fecero erigere una chiesa (oggi Cattedrale) degna di cotanto santo.

La Passio si conclude con il ricordo dei miracoli che ancora al tempo di Gelasio avvenivano sia nel luogo dove era la prima tomba, a Formia, sia nel luogo, a Gaeta, dove trovò definitva sepoltura.

I successivi ritrovamenti archeologici hanno comunque confermato i dati storici della Passio. Gli scavi archeologici a Formia e Ochrida hanno restituito la tomba e il culto.

Il nome del Santo, Elmo o Elm, è frutto di una trasformazione nel corso dei secoli, soprattutto ad opera dei marinai, da Erm a sua volta derivato da Erasmo. 

I monaci benedettini furono particolarmente legati al culto per il santo martire. Anche Gregorio Magno si interessò alla sua vita e aiutò la nascita della cattedrale formiana. Il culto è attestato lungo l'Appia ed è certamente la cultualità più antica: l'evangelizzazione di Erasmo potrebbe essere avvenuta proprio lungo la strada consolare. 

Al tempo del Ducato di Gaeta (IX-XII secolo) Erasmo era stato proclamato patrono della città: il culto fu propagato via mare dai marinai e commercianti gaetani nei porti del Tirreno. Attorno ai santi patroni si identificava e consolidava la società cittadina. Durante il Medioevo il suo culto si consolidò e venne inserito tra i cosiddetti Santi ausiliatori quale patrono dei marinai e protettore dei malati di stomaco. La memoria liturgica si festeggia il 2 giugno. 

Fu proprio tra i marinai che il nome di Sant’Erasmo si mutò in quello di Elmo ed ebbe un curioso seguito, ovvero le spettrali fiammelle che si vedono, o si vedevano un tempo, sugli alberi e i pennoni delle navi, prima o dopo tempeste di mare, e che sono dovute a scariche di elettricità statica: esse vennero chiamate comunemente fuoco di “Sant’Elmo”. Si volle, così, attribuire questo fenomeno alla protezione che il Santo sicuramente non avrebbe fatto mancare ai marinai, trasformando la loro nave a guisa di un grande candelabro, che alzava al cielo la richiesta della salvezza contro le

forze scatenante della natura. 

Dal santo prende nome anche la bella isola di Sant'Erasmo, situata nella zona nord della laguna di Venezia.

Dal santo prende nome anche la bella isola di Sant'Erasmo, situata nella zona nord della laguna di Venezia.

Sant'Erasmo è il patrono di:

Castel Goffredo, in provincia di Mantova, dove è compatrono con san Luca Evangelista.
Civitella Messer Raimondo in provincia di Chieti.
Formia, dove è patrono con San Giovanni Battista.
Gaeta, dove è patrono con San Marciano.
Legnano, dove è patrono dell'omonima Contrada, una delle otto che ogni anno gareggiano nel palio.
Porto Ercole.
Roccagorga in provincia di Latina.
Santeramo in Colle, un comune della provincia di Bari gemellata con la città di Formia.
Succiano di Acciano in provincia dell'Aquila.

 

 Manifesto S.Erasmo

Copertina S.Erasmo

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