Mercoledì 15 Agosto 2018
   
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Giornata Biodiversità: A rischio estinzioni 632 specie vegetali

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La Puglia può contare su 623 specie autoctone vegetali a rischio di estinzione, 276 prodotti riconosciuti tradizionali dal MIPAF, 11 prodotti DOP (5 oli extravergini, patata novella di Galatina, Pane di Altamura, canestrato pugliese, mozzarella di bufala e oliva Bella di Cerignola, caciocavallo silano, oltre alla DOP ‘mozzarella di Gioia del Colle’ in via di definizione comunitaria), 8 IGP per la lenticchia di Altamura, la burrata di Andria, la Cipolla Bianca di Margherita, l’Uva di Puglia, il Carciofo Brindisino, l’Arancia del Gargano, il Limone Femminello del Gargano e le Clementine del Golfo di Taranto (oltre all’olio IGP Puglia in fase di completamento da parte dell’UE)  e 29 vini DOC, oltre a 632 varietà vegetali a rischio estinzione. E’ tra le prime 3 regioni produttrici di cibo biologico con 4.803 produttori e la prima per numero di trasformatori con 1.796 operatori. Sono i dati diffusi da Coldiretti Puglia in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità che si celebra in tutto il Pianeta il 22 maggio 2018 per far riflettere sul rischio di estinzione che si estende dalle piante coltivate agli animali allevati. Sono numerosi gli appuntamenti nel Campus universitario di Bari, organizzati nell’ambito del progetto BiodiverSO dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, curato dal Prof. Pietro Santamaria del Dipartimento di Scienze Agro-Ambientali e Territoriali, le scolaresche e i cittadini stanno visitando i laboratori, dove vengono condotte le attività di ricerca sulla biodiversità delle risorse genetiche vegetali pugliesi, e la banca dei semi, dove sono conservate oltre 60.000 accessioni, mentre nel pomeriggio nell’Aula magna di Agraria saranno presentati i risultati dei progetti integrati per la biodiversità, l’Atlante dei fruttiferi antichi, l’ebook del Nuovo Almanacco BiodiverSO e il libro Ortaggi dimenticati, che sarà distribuito gratuitamente.

“La Puglia può contare – dice il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – su 245mila ettari di aree naturali protette, di cui il 75,8% rappresentato da parchi nazionali - del Gargano e dell'Alta Murgia - e l'8,3% da aree naturali e riserve naturali marine. Le provincie che presentano la più alta percentuale di territorio soggetta a protezione sono quella di Foggia (51,5%) e Bari (27,7%). In questi luoghi protetti la varietà vegetale comprende 2.500 specie. Va rispettato il modello di agricoltura costruito attorno al territorio e alla certezza di sicurezza alimentare e ambientale da garantire ai cittadini-consumatori, perché il territorio è lo strumento per offrire bellezze, bontà e genuinità, quindi, anche occasione di autentico miglioramento della qualità della vita, non sacrificabile sull’altare di uno sviluppo apparente e non sostenibile”.

“Quasi 2 anni fa – continua Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – è stata approvata la legge per la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare. La nuova legge prevede l’Istituzione di un Sistema nazionale della biodiversità agraria e alimentare, l’avvio di un Piano nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo, l’Istituzione di un Fondo di tutela per sostenere le azioni degli agricoltori e degli allevatori. Inoltre, all’interno del piano triennale di attività del CREA sono previsti interventi per la ricerca sulla biodiversità agraria e alimentare, sulle tecniche necessarie per favorirla, tutelarla e svilupparla”.

La grande attenzione dei consumatori alla tutela della salute e dell’ambiente attraverso scelte agroalimentari consapevoli è testimoniata quotidianamente dall’affluenza nei 90 Mercati di Campagna Amica regionali che contano 4.500 giornate di apertura, 850 produttori coinvolti, 22mila giornate lavorative (tra lavoro autonomo e dipendente), 2.500 tonnellate di prodotto commercializzato.

Per questo per i consumatori il KM0 garantisce l’impatto 0, in linea con la nuova legge regionale approvata con il contributo attivo di Coldiretti Puglia dal Consiglio regionale nell’aprile scorso. A livello globale è stimato che un pasto medio percorre più di 1.900 chilometri per camion, nave o aeroplano prima di arrivare sulla vostra tavola e spesso ci vuole più energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull'atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall'emissione di gas ed effetto serra. Consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia – secondo Coldiretti -  può arrivare ad abbattere fino a 1000 chili di anidride carbonica l'anno. E' stato ad esempio calcolato che un chilo di prugne dal Cile devono volare 12mila chilometri con un consumo di 7,1 kg di petrolio che liberano 22 chili di anidride carbonica, mentre l'uva dal Peru' percorre quasi 11mila chilometri con un consumo di 6,5 chili di petrolio e l'emissione di 20,2 chili di anidride carbonica.

 

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