Mercoledì 19 Settembre 2018
   
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Incontro sui Piani Sociali di Zona su anziani non autosufficienti

PSZ 2

  

Dopo un primo incontro introduttivo tenutosi ad Altamura il mese scorso, quello di Gravina del 26.4.2018 sul tema “Minori e Famiglie”, giovedì sera si è svolto presso la sala congressi PIT4 di Santeramo in Colle, il tavolo tematico su “anziani e non autosufficienti” al fine di avviare il confronto su temi di interesse per la comunità e che saranno il punto da cui partire per la programmazione partecipata e la gestione associata dei Servizi Sociali di Ambito 2018-2020. 

 

Presenti all’incontro: 

L’Ass. alle Politiche e Servizi Sociali dott.ssa Colacicco, il Dirigente Dott. Lorusso e una rappresentanza di dipendenti tra assistenti amministrativi e sociali di Settore per il Comune di Santeramo in Colle, l’Ass. delegato al psz dott. ssa Stimola per il Comune di Gravina, i rappresentanti dell’Ufficio di Piano, dott. Galeota e dott.ssa Incampo affiancati dal consulente tecnico dott. Cocco, la dott.ssa Tucci per la Asl e una numerosa rappresentanza di associazioni del territorio impegnate sulle problematiche oggetto di confronto, nonché le famiglie e alcuni giovani utenti dei servizi. 

 

Dopo i saluti dell’Amministrazione e l’introduzione a cura dell’ufficio di Piano, si è aperto il dibattito: trasporto disabili ai centri di riabilitazionecentro diurno, SAD, assistenza specialistica, borse lavoro, progetti estivi, ecc. 

 

Sin da subito si è chiarito che il trasporto disabili ai centri riabilitativi non è più tra gli obiettivi di servizio del psz. 

In particolare in merito al centro diurno si è ribadita la volontà di questa Amministrazione,  più volte espressa e messa a verbale in ambito di coordinamento istituzionale,  di  riaprire il centro sebbene sia necessario assicurare prima la messa a norma della struttura al fine di procedere, come precisato dalla dott.ssa Incampo, con la gara per l’affidamento del servizio in concessione (opzione diffusa altrove e che permetterebbe alle famiglie di agganciarsi anche ai buoni servizio sgravando le stesse e l’amministrazione da un aggravio di spesa) oppure un appalto di servizi. 

La dott.ssa Tucci ha anche evidenziato la volontà da parte della ASL di intervenire a livello regionale al fine di reperire fondi per consentire di ampliare gli accessi. 

Importante è però ricordare, per quanto riguarda la retta, che sebbene ci sia una quota sanitaria a carico della ASL, esiste anche una quota sociale a carico degli utenti e che questa soltanto in casi di disagio economico è supportata dal Comune nelle misure stabilite 

 

Per il servizio SAD, sarà data continuità con proroga sebbene con le risorse limitate per cui non saranno possibili incrementi di ore. 

 

Alla domanda circa l’assistenza specialistica, l’AssColacicco conferma quanto già ribadito in sede di coordinamento: impegno chiesto al psz di avviare la nuova gara per tempo in modo da avviare il servizio a inizio a.s. tenendo conto delle diverse organizzazioni del personale docente nei vari ordini scolastici, ma soprattutto cercando di garantire, compatibilmente con la reperibilità di personale specifico, l’abbinamento degli educatori agli alunni in base alle diagnosi e competenze. 

 

Al suggerimento di una voce dal pubblico di incentivare le borse lavoro e difronte alle difficoltà di concretizzarle da parte dell’ufficio di piano per via della complessità della procedura ma anche delle resistenze di alcune famiglia difronte alla possibilità di perdere i sussidi, si apre una prospettiva interessante a cura di un rappresentante della Croce Rossa e già condivisa dall’AssColacicco con il dott. Porcelli per la gestione dei CAT (Centri Autismo Territoriali) e in occasione del convegno sull’Autismo del 28.4.2018: è necessario viaggiare insieme, Amministrazione, Asl, Associazioni, Famiglie, Scuole in direzione del cambiamento culturale sulla disabilità. In particolare le famiglie devono superare le “resistenze” all’inclusione innanzitutto aprendosi a nuovi modi di concepirla. Alcune associazioni concordano sulla necessità di superare i territorialismi per condividere risorse e competenze a servizio di tutta la comunità e non soltanto degli utenti della propria associazione di appartenenza. 

 

A tal fine, abbiamo due strumenti: la Consulta della Disabilità e lo Sportello del Volontariato che devono diventare luoghi di confronto per iniziare a considerare la qualità dell’inclusione non sul mero numero di centri e di persone che li frequentano, ma dalla capacità dei centri di “restituire” le persone alla comunità dando ad ognuno la possibilità reale di fare esperienze di inclusione sociale e lavorativa. Il territorio ci offre buone pratiche che possono ispirarci a patto di metterci tutti a lavorare superando l’atteggiamento di delega ad altri e di pretesa senza impegno in prima persona. 

Da questo punto di vista, è necessario partire dalle famiglie, per il tramite e il supporto delle associazioni di appartenenza, perché comprendano e accettino l’idea che un eventuale inserimento lavorativo, potrebbe comportare la perdita di altri sussidi ma che il “sacrificio” immediato vale lo scambio nel lungo periodo. 

 

Ringraziamo le associazioni che si sono rese disponibili a coordinarsi per mettere a disposizione volontari che possano donare “ore di respiro” alle famiglie che sono in difficoltà e che lo richiederanno nei modi e nei luoghi opportuni e che insieme vorranno inventare nuove soluzioni inclusive, a partire dai progetti estivi e per il tempo libero che non siano più riservati soltanto ai disabili e alle loro famiglie ma pensati per tutti e accessibili anche a loro con i dovuti accorgimenti. 

Obiettivo non sia solo fare attività e iniziative per una categoria, ma aperte a tutti, accessibili progettate in modalità inclusiva e collaborativa tra figure professionali, volontari, istituzioni. 

 

Con questo spirito, l’AssColacicco conclude rinnovando l’invito a partecipare numerosi al prossimo incontro della Consulta della Disabilità previsto per l’8.5.2018 in sala consiliare alle ore 18.00 nonché a fare buon uso dello sportello del Volontariato per mettersi in linea con il nuovo codice degli ETS, intercettare nuovi bisogni e nuove risposte agli stessi e condividere iniziative che abbiano obiettivi sfidanti e a lungo termine. 

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