Lunedì 24 Settembre 2018
   
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Il "Miulli" celebra i 50 anni di emodialisi

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Acquaviva - Si sta tenendo questa mattina la celebrazione sui 50 anni di emodialisi nella sala convegni dell’Ospedale Miulli. curato dal dott. Carlo Lomonte, direttore della U.O.C. di nefrologia e dialisi.

Nel 1968 l’Ospedale Miulli di Acquaviva iniziava l’attività di emodialisi per il trattamento della malattia renale cronica terminale.

Sono intervenuti: il dott. Giancarlo Cortese, il dott. Pierluigi Di Napoli, la dott.ssa Beatrice Faragalli, il dott. Carlo Florio, il dott. Donato Lacedonia, la prof.ssa Anna Rita Larici, la dott. Elena Ludivico, il dott. GAETANO Martinelli, la dott. Ssa Roberta Polverosi, il dott. Ennio Sassini, dott, Piero Simeone il prof. Amato Antonio e Stabile Ianora.

Grande partecipazione e grande interesse per il programma scientifico. Il corso di formazione “HRCT nelle Polmoniti Interstiziali Idiopatiche: IPF e non solo”.

A 50 anni di distanza da quel memorabile momento, l’Ospedale Miulli celebra gli uomini, le idee e il lavoro che hanno reso un servizio di fondamentale importanza alla comunità.

A distanza di 50 anni, nel ricordare quegli eventi, la comunità nefrologica si interroga sui risultati raggiunti e sulle sfide che ancora ci attendono, per poter garantire alle persone affette da malattia renale una maggiore qualità e appropriatezza delle cure.

Nell’ultimo mezzo secolo l’emodialisi si è trasformata, da terapia sperimentale largamente empirica a prima terapia sostitutiva d’organo, accessibile a milioni di persone in tutto il mondo.

I nefrologi sono particolarmente orgogliosi di questo risultato. Tuttavia, come per altre malattie croniche, ciò implica una continuità assistenziale per periodi di lunga durata e un notevole impegno di risorse: oggi il numero assoluto di persone in trattamento dialitico cronico in Italia è di circa 45.000 e ogni anno oltre 8.000 individui iniziano una terapia sostitutiva.

Ma, al di là dei numeri e dei progressi tecnologici che hanno reso più sicuro ed efficace il trattamento dialitico, il compito irrinunciabile del nefrologo, così come di tutti gli operatori del settore, è quello di prendersi cura di queste persone, particolarmente fragili e vulnerabili, per restituirle alla pienezza della vita e all’affetto dei propri cari.

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