Venerdì 27 Aprile 2018
   
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Venerdì Santo “Tra riti, cultura e tradizioni”

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Anche quest’anno per il Venerdì Santo, la “Processione dei Misteri” di Bari si è svolta questa mattina dalle ore 9.00.

La città è diventata lo scenario della rievocazione della Vita, Morte e Risurrezione di Cristo.

La “Processione dei Misteri” di Bari è considerata una delle più importanti manifestazioni religiose della zona, risale almeno al XVIII secolo, infatti, insieme a quella tarantina, è sicuramente la più lunga di tutta la Puglia, inquanto ha una durata di ben 15 ore, in modo tale da poter percorrere diversi punti della città.

Come ogni anno ha suscitato interesse da parte dei fedeli, fin dalle prime ore del mattino, che assiepati nonostante il tempo, gremivano le strade della città.

Le cinque bande musicali, che costituiscono un inestimabile patrimonio storico del nostro paese, sono state quelle di Santeramo (la Minervini e la Santa Cecilia), Cassano delle Murge, Bitonto e Manfredonia. Alternandosi, hanno accompagnato la processione, creando un atmosfera unica e suggestiva con le marce funebri.

Il percorso della processione si è articolato in diverse fasce orarie e luoghi diversi, partendo dalla Chiesa di San Gaetano, attraversando le varie stradine del centro storico per poi percorrere la parte nuova della città, fino a ritornare alla Chiesa di San Gaetano.

Nella seconda metà del 700, si tenevano nel giorno del Venerdì Santo, due processioni con le statue raffiguranti vari personaggi strettamente legati all’avvenimento della Passione di Gesù.

La prima, e sembra la più antica, veniva organizzata dalla confraternita della Purificazione, con la partecipazione dei Frati Francescani Riformati.

Questa processione era detta “ della Vallisa” dalla chiesa in cui erano conservate le statue.

La seconda era organizzata dai Frati Minori Osservati di S. Pietro delle Fosse la cui Chiesa era nelle vicinanze del porto.

Con la soppressione napoleonica degli Ordini religiosi nel Regno di Napoli del 1809, le statue dei “ Misteri” di S. Pietro delle Fosse vennero trasferite, su richiesta di un gruppo di negozianti e marinai, nella chiesa di S. Gregorio annessa alla Basilica di S. Nicola, col palese intento di voler continuare la tradizione della processione.

I richiedenti appartenevano, infatti, ad una associazione denominata “ della Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo”, i quali già da tempo organizzavano la processione in antagonismo con quelli della Vallisa.

A motivo dei disordini causati dalla animosa rivalità dei due gruppi di S. Gregorio e della Vallisa, l’Arcivescovo di Bari mons. Michele Clary, ordinò nel 1825, che le due processioni si alternassero negli anni: quella della Vallisa negli anni pari e quella di S. Giorgio negli anni dispari.

E ancora oggi si rispetta questo decreto.

Quest’anno 2018,(anno pari), la processione dei Misteri viene organizzata dalla Confraternita della Vallisa, uscendo dalla graziosa Chiesa di San Gaetano.

Un’antica leggenda popolare racconta che i Misteri della Vallisa siano chiamati “le Sande Chiangiamìnnue” (in dialetto i Santi Piagnoni) in quanto i confratelli di San Gregorio auguravano agli antagonisti della Vallisa che la loro processione fosse bagnata dalla pioggia.

Viceversa i Misteri di San Gregorio sono chiamati “Le Vendelùse”, i santi ventosi, poiché i confratelli della Vallisa, invece, auspicavano che la processione fosse accompagnata da un forte vento.

Le statue portate in processione sono in tutto nove: Gesù nell’orto (Criste all’òrte), San Pietro (Sande Pìite), Gesù alla colonna (Criste a la chelònne), Ecce Homo (Criste a la cannèdde), Gesù che porta la croce (Criste che la cròscia n-guèdde), San Giovanni (San Giuànne), la Maddalena (la Matalène) ai piedi del Calvario (U’ Calvàrie), Gesù Morto (Gesù Muèrte) coperto da un velo ed infine la Addolorata (La Ndeloràte).

Le statue della Vallisa sono del XVIII secolo e sono statue lignee policrome.

La statua più antica è quella del San Pietro, che è stata modellata dallo scultore Nicolantonio Brudaglio di Andria.

I cinque misteri dolorosi, Gesù nell'orto, Gesù flagellato, Gesù coronato di spine, Gesù con la croce ed il Calvario, sono invece di Vito Brudaglio figlio di Nicolantonio. Le ultime statue sono il Gesù morto, San Giovanni e la Madonna Addolorata che provengono dalla bottega dello scultore terlizzese Giuseppe Volpe. Solo per quanto riguarda la statua dell' Addolorata, c'è una data certa, infatti sulla schiena è inciso il nome dell' autore e l'anno in cui è stata scolpita, il 1827.

Tutte le statue della Vallisa sono state restaurate quest’anno 2018 dall’equipe diretta dalla dott.ssa Licia La Viola mentre, per quanto riguarda le statue di San Gregorio, i lavori di restauro risalgono all’ anno 2011.

Questi lavori si sono potuti eseguire grazie alle offerte dei fedeli.

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