Venerdì 19 Ottobre 2018
   
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Giornata della memoria, Santeramo non dimentica

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L' Italia si ferma per celebrare il Giorno della Memoria, una occasione di riflessione su un avvenimento storico che ci riguarda da molto vicino, oltre ad essere un omaggio alle vittime del Nazismo.

La Giornata istituita con l'approvazione della legge n°211 del 20 luglio 2000 prevede tra l'altro anche l'organizzazione di cerimonie, incontri e manifestazioni commemorative nel giorno della sua ricorrenza, il 27 gennaio, giorno in cui nel 1945 i cancelli di Auschwitz vennero abbattuti dalla 60^ Armata dell'esercito sovietico ponendo fine così alla Seconda Guerra Mondiale. Il 1° novembre 2005, a distanza di soli 5 anni, l'ONU - Organizzazione delle Nazioni Unite ha poi proclamato il 27 gennaio Giornata Internazionale della Commemorazione in memoria delle vittime dell'Olocausto, a 60 anni dalla liberazione dei campi di concentramento. Lo scopo del Giorno della Memoria è quello di non dimenticare mai questo tragico episodio del nostro passato di italiani ed europei, affinché, come sancito nella stessa legge, "simili eventi non possano mai più accadere".

Anche quest'anno forti messaggi a voler risvegliare la memoria sopita stanno arrivando da tutte le parti della società civile e politica e come ogni anno, InnoViamo si impegna nel proiettare, presso il Cinema Pixel, di Santeramo un film che ne approfondisca il senso. Alle ore 15:00 di oggi, 27 gennaio,  verrà proiettato “La Signora dello zoo di Varsavia” diretto da Niki Caro.

 

"Attraverso il cinema è possibile non dimenticare il genocidio degli Ebrei nel corso della seconda guerra mondiale" – scrive InnoViamo nel comunicato. 

"Deportati è il termine utilizzato per definire lo sterminio attuato dai Nazisti nei confronti dalla popolazione ebrea; oggi, grazie al cinema e in particolar modo al film “Shoah” del 1985, di Claude Lanzman, il termine “Shoah” ha contribuito a dare dignità, visibilità e voce ad una realtà storica che si è cercato d’insabbiare nel corso degli anni. Il XX secolo fu il secolo di Auschwitz prima, della Shoah poi, e di una nuova identità oggi; quell’identità che dovremmo preservare e mai trascurare".

 

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