Giovedì 18 Ottobre 2018
   
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Con Noi Polivalente, l'anziano è il fulcro di una società virtuosa

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Accelerazione del tempo, società virtuali, necessità di sopravvivere alla precarietà. Un Mondo, se si tiene conto di questi tre aspetti che lo descrivono perfettamente, sempre più “smart” e tecnologico in cui l’anziano fa fatica ad emergere.

In questo tipo di società, gli affetti sono relegati a quelle brevi pause che la vita concede e i bisogni, contravvenendo a Maslow, si limitano ad un pacchetto rettangolare che quotidianamente dimostra che ciò che serve per sopravvivere, dopo i settanta, è solo l’indispensabile. Mai come ora la società reclama, per il benessere di tutti, posti che mettano in atto, attraverso una virtuosa compartecipazione tra pubblico e privato, quella possibilità di senilità serena e proficua che accenda, nelle classi più mature della popolazione, la scintilla vitale.

Uno di questi è il Centro Polivalente per Anziani, gestito dalla Cooperativa “Con Noi” che attraverso la gestione dei servizi socio-assistenziali, sanitari ed educativi, persegue i suoi fini mutualistici e cooperativistici di condivisione e di sostegno delle problematiche individuali e comunitarie, tendenti a qualificare le modalità di vita e di integrazione sociale e persegue l'obiettivo di essere un punto di riferimento, per la comunità locale, nella promozione, gestione e miglioramento delle attività sociali ed educative ai fini dell'integrazione, della valorizzazione e del reinserimento delle persone.

Il centro, grazie ad un équipe multidisciplinare e professionale, (Raffaella Porfido, educatore coordinatore, Claudia Loruso, animatore-educatore professionale, Claudia D’Effremo, assistente sociale, Rosalinda Sette, fisioterapista, Mariella Petragallo, ausiliaria, Giuseppe Sergio, autista) mettono al centro l’anziano e i suoi bisogni, (bisogno di creare relazioni, bisogno di integrazione, bisogno di un ruolo sociale ben definito, bisogno di essere ascoltato, bisogno di tenere in esercizio le capacità mentali, bisogno di ritmi propri, bisogno di ambienti vivibili e sicuri, bisogno di progettare) gettando basi solide per consentire quello scambio culturale e generazionale che, purtroppo, al giorno d’oggi, piazze reali e famiglie, sembrano tralasciare.

L’anziano smette di essere circoscritto nell’ambito famigliare o nelle possibilità limitate del tempo, ma diviene colonna portante e destinatario di tutta una serie di attività che pungolano, in lui, desideri, ambizioni, curiosità, ricerca e valori: Attività ludico ricreative che favoriscano nuovi e profondi rapporti interpersonali, attività educative ed espressive che stimolino interesse e autostima, attività psico-motorie che rafforzino le abilità e l’autonomia, attività del tempo libero che permettano all’anziano di sentirsi risorsa che produce valore nel tessuto sociale della comunità di cui fa parte.

Un valore immenso se si tiene conto che l’anziano è scrigno del valore più importante della società: la memoria. Quel dono che rende immagine del flusso naturale della vita che conduce, ognuno di noi, nei tre tempi che la compongono: il passato, il presente e il futuro. Un dono di cui hanno beneficiato, nella scorsa settimana, i bambini del Secondo Circolo Scolastico ai quali i nonni del Polivalente hanno declamato i loro racconti del Natale. Un’occasione che si allargherà a tutta la cittadinanza domani, 15 dicembre, in occasione della mostra al Palazzo Marchesale.

Salvaguardare la memoria e regalare, ogni giorno, nuove possibilità alla terza età dovrebbe essere obiettivo imprescindibile di ogni uomo. Annullare i tre tempi e permettere sempre nuovi e migliori scambi generazionali deve essere bandiera di ogni Nazione.

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