Lunedì 20 Novembre 2017
   
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TASSA RIFIUTI URBANI, TARI Ministero promuove Di Gregorio

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Michele Di Gregorio, consigliere comunale - Direzione Italia - fa pervenire in redazione il seguente comunicato stampa.

 

Dopo circa 3 (tre) anni finalmente è stato ufficialmente riconosciuto e svelato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze l'abuso (già più volte denunciato dal sottoscritto) posto in essere dalle amministrazioni locali nel calcolare, in maniera errata, le tariffe per le utenze "domestiche" riferite alle superfici classificate come pertinenze (cantine, soffitte, garage, ecc) dell'abitazione principale.

Il Ministero, infatti, rispondendo ad una interrogazione parlamentare sull'argomento ha espressamente affermato che la tariffa per la parte variabile, riferita alle pertinenze, deve essere calcolata una sola volta mediante la somma delle intere superfici (abitazioni e pertinenze) e non duplicando il calcolo attraverso la scissione delle due superfici.

Per essere più chiari valga il seguente esempio:

Componenti nucleo famigliare n. 4 - Abitazione di Mq. 100 - Garage di Mq. 40 - cantina di Mq. 40

calcolo errato da parte del comune di Santeramo - anno 2014:

Mq. 100 x € 0,873789 = € 87,379 (parte fissa) + € 136,487739 (parte variabile) = € 223,867

Mq. 40 x € 0,873789= € 34,952 (parte fissa) + € 136,487739 (parte variabile) = € 171,440

Mq. 40 x € 0,873789= € 34,952 (parte fissa) + € 136,487739 (parte variabile) = € 171,440

importo totale richiesto in pagamento € 566,747

calcolo corretto - anno 2014:

Mq. 180 x € 0,873789 = € 157,282 (parte fissa) + € 136.487739 (parte variabile) = € 293,770

da ciò si deduce che il cittadino di Santeramo avrebbe pagato in più € 272,977.

Per i cittadini contribuenti che hanno già pagato si apre la strada della richiesta di rimborso, mentre coloro che non hanno pagato potranno effettuare il versamento tenendo conto del principio sopra esposto.

Tutti ricorderanno i tanti comunicati stampa e le conferenze pubbliche, di cui sono stato promotore insieme al movimento politico DIREZIONE ITALIA, che si sono svolte in materia di fiscalità locale ampiamente apprezzate da parte dei cittadini e duramente critiche dalla passata amministrazione comunale, la quale aveva addirittura qualificato il sottoscritto alla pari di un delinquente per aver  innescato le proteste che avevano portato tanti contribuenti, a ragione, a non pagare la TARI.

Certamente non tutti sono a conoscenza che la Proposta di Deliberazione ad iniziativa popolare (ai sensi dell'art. 34 dello Statuto del Comune di Santeramo in Colle) sottoscritta da circa 1.500 famiglie santermane non fu volutamente discussa in consiglio comunale, in spregio ai più elementari principi di democrazia.

L'ultimo comunicato (pubblicato il 27 giugno scorso) dell'ex Sindaco D'Ambrosio a proposito del <<disavanzo di bilancio comunale>> puntava il dito proprio contro lo scrivente che aveva osato <<scoperchiare>> l'inganno delle tariffe TARI nel comune di Santeramo in Colle.

Un professionista ed un politico competente deve saper combattere la propria battaglia a difesa della buona e corretta amministrazione, della legalità e della assoluta parità tra cittadini e pubblica amministrazione anche quando tale battaglia può risultare "scomoda" ai più, ma soprattutto un professionista ed un politico competente ha la virtù di saper pazientemente attendere il riconoscimento delle proprie ragioni, quando queste hanno fondamento giuridico.

Ho dovuto attendere pazientemente ed oggi è il Ministero delle Finanze che ci dà ragione e sopratutto pone tutti i cittadini-contribuenti di Santeramo nelle condizioni di stare tranquilli per quanto concerne le ventilate <<sanzioni>> sugli omessi pagamenti.

Nei prossimi giorni presenterò apposita proposta, da inserire all'Ordine del Giorno del Consiglio Comunale, per riesaminare gli atti deliberativi delle Tariffe TARI e del collegato Piano Finanziario affinché venga fatta completa e definitiva chiarezza sul punto, con evidenti effetti sui conti del Bilancio Comunale, non solo per quanto riguarda le <<utenze domestiche>> (anni 2014, 2015, 2015, 2016 e 2017), ma anche per quelle <<non domestiche>> stante la evidente discrepanza, per quest'ultime, tra gli importi iscritti in Bilancio comunale e quelli realmente richiesti in pagamento (che sono maggiori di circa euro 400 mila all'anno per il 2014, 2015 e 2016) ai contribuenti.

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