Sabato 16 Dicembre 2017
   
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Per l'omicidio di Santa Ladisi la Procura chiede 16 anni di carcere

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E’ in corso il processo, in primo grado, presso la Corte di Assise, per l’omicidio di Santa Ladisi, uccisa, nel suo appartamento, il 21 gennaio 2010.

A sette anni di distanza dall’accaduto, la Procura di Bari ha chiesto due condanne: una a 16 anni di reclusione per omicidio volontario e furto, l’altra a 4 anni per favoreggiamento e ricettazione. 

Accusata del reato di omicidio è la badante della donna, Anna Maria Natale, cinquantacinquenne santermana, mentre, Giovanna Ranella, badante della figlia disabile della donna, è accusata di favoreggiamento e ricettazione per aver aiutato l’amica nella cancellazione delle tracce di sangue e custodia della refurtiva. 

Secondo la ricostruzione dei fatti, a seguito delle indagini dei Carabinieri, coordinate dal PM Marcello Quercia, Anna Maria Natale avrebbe prima sbattuto la testa della vittima sul tavolo della cucina stordendola, per poi tentare di strangolarla e, infine, le avrebbe avvolto il capo in una busta di cellophane sigillata all’altezza del collo con del nastro adesivo provocando il decesso per asfissia. Dopo aver ucciso l’anziana, la 55enne si sarebbe poi impossessata di quattro anelli e un bracciale in oro indossati dalla vittima.

Il Comune di Santeramo e i famigliari della vittima sono costituiti parte civile. Il processo proseguirà il prossimo 19 settembre con l’ascolto della difesa.

 

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