Martedì 17 Ottobre 2017
   
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Nastrini rossi: continuano le polemiche sui docenti del sud

nastrini rossi

Per il secondo anno consecutivo ci ritroviamo a subire gogne mediatiche dovute a punti di vista del tutto opinabili che contribuiscono a mettere in cattiva luce gli insegnanti e il mezzogiorno.

Da docenti, mogli, mariti, compagne, compagni, figlie, figlie, madri e padri, siamo sempre convinti che le famiglie italiane debbano poter godere di pari diritti da Sud a Nord. Crediamo fermamente che i ragazzi, anche quelli del sud, debbano poter immaginare, per loro, un futuro di crescita e opportunità anche nel Mezzogiorno.

Non è più tollerabile quell’idea di Sud “appendice d’Italia” che periodicamente sia costretta a pagare “dazio” al nord per “questioni meridionali” cicliche. Il nord e sud fanno l’Italia, insieme. 

E per questo continuiamo a non condividere servizi giornalistici “di parte” che raccontano verità distorte. Come condannare docenti di ruolo meridionali che dopo avere subito la “deportazione” nelle scuole del nord a seguito di un fumoso e discutibile algoritmo (dopo anni da precari nella propria terra) chiedono semplicemente di stare vicino ai propri cari occupando le cattedre messe a disposizione con le assegnazioni provvisorie al Sud?
Tra l’altro le cattedre delle assegnazioni provvisorie permettono allo Stato di risparmiare perché sono gli stessi docenti già di ruolo che chiedono volutamente, su domanda, il trasferimento da una scuola all’altra. In uno stato di diritto in cui la famiglia è considerata uno dei pilastri fondamentali della Costituzione, insieme al Lavoro e alla parità di diritti, perché si continua a creare spaccature tra scuola e opinione pubblica? 
La scuola è un’istituzione e come tale va rispettata e onorata dai suoi cittadini e dallo Stato. La continuità didattica, lo diciamo da sempre, è un valore al nord come al sud. Gli alunni del sud , quelli che non hanno mensa,vivono in classi pollaio, sono soggetti a dispersione e abbandono, hanno il diritto di essere trattati come gli alunni e studenti del Nord con più scuola, insegnanti e rispetto per il loro futuro e la propria terra. 
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