Sabato 16 Dicembre 2017
   
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S.p. 127 Acquaviva-Santeramo. Trevisi: “Lavori procedono a rilento. La Regione chiarisca”

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Un sit-in di protesta davanti alla sede del Comune di Acquaviva per denunciare le condizioni in cui versa la S.P. 127 Acquaviva-Santeramo e chiedere l’installazione di un semaforo mobile all’incrocio dell’ospedale Miulli.

E’ quanto hanno organizzato gli attivisti dei meetup M5S di Acquaviva, Santeramo e Cassano. 

La strada, molto pericolosa vista la presenza di diverse curve e la carreggiata particolarmente stretta, è percorsa giornalmente da un carico massiccio di auto, a cui vanno ad aggiungersi camion e mezzi agricoli. Dal settembre 2006 la viabilità è mutata e il traffico è aumentato con l’apertura della nuova struttura dell’ospedale Miulli e del polo formativo annesso. 

Si esprime in merito il consigliere regionale del M5S Antonio Trevisi, componente della Commissione Trasporti che chiede di conoscere quale sia il reale stato dei lavori per la messa in sicurezza della Strada provinciale. 

“La Sp 127 è una strada davvero molto pericolosa e trafficata, in cui spesso si verificano incidenti stradali alcuni dei quali purtroppo mortali - spiega il consigliere pentastellato - La Regione chiarisca a che punto sono gli interventi sulla viabilità, che per la provincia di Bari prevedevano lavori di manutenzione, ammodernamento e messa in sicurezza per complessivi 30 milioni di euro”. 

Un intervento che, ricorda il consigliere salentino, era già stato annunciato da Onofrio Introna, ex assessore regionale ai Lavori Pubblici, che annunciò anche un programma degli interventi che avrebbe interessato la tratta. Il Consiglio Metropolitano aveva inoltre già stanziato circa 880 mila euro ad integrazione del primo lotto, per realizzare una pista ciclo-pedonale lungo la direttrice. 

“Ad oggi, tuttavia, - continua Trevisi - è stato rifatto solo il manto stradale, per tutta la lunghezza del tratto tranne alcuni punti in cui devono ancora essere realizzate varie strutture. Eppure tutti i lavori dovevano terminare nel settembre 2015. Da quella data è passato più di un anno e mezzo, ma ancora non si hanno notizie certe . Una situazione che ci preoccupa ancora di più per la presenza dell’ospedale Milulli, posizionato in questa zona infelice dal punto di vista del collegamento viario interno e di quello provinciale con il serio rischio - conclude - di causare ritardi nel soccorso e nel trasporto di feriti gravi e malati verso il nosocomio” . 

 

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