Domenica 22 Ottobre 2017
   
Text Size

Caro anno nuovo

Buon Anno11 

 

Scusa se un vecchio pensionato come me ti disturba già nei primi giorni del tuo arrivo. Però sono convinto che presterai attenzione ad alcune mie richieste che, almeno in parte, cercherai di esaudire. Ascoltare da ben nove anni le fatidiche parole: Crisi e Globalizzazione; sembra la recita del Santo Rosario che ripete all’infinito le medesime preghiere. Siccome il mondo, ogni giorno, ogni mese e, spesso, ogni ora realizza nuove invenzioni, crea complicati mezzi di comunicazioni con la soddisfazione legittima dei suoi inventori e delle popolazioni beneficiarie. In questo lungo periodo anche tanti nostri giovani cervelli si sono affermati nel mondo della ricerca e della scienza, offrendo ai Paesi orgogliosi di ospitarli, grandi vantaggi economici e importanti riconoscimenti internazionali.

I nostri Governanti, le cui capacità di programmazione per favorire i progetti dei nostri ricercatori sono scarse, “contribuiscono” al successo altrui  con i sacrifici delle famiglie e della società italiana. I politici invece di avanzare proposte concrete si affidano ai mezzi mediatici della confraternita della menzogna per asserire che lo stallo persistente nel nostro Paese è esclusivamente colpa della crisi. Negli ultimi lustri, i cittadini hanno assistito alla progressiva affermazione delle disuguaglianze, evidenziate dalle decisioni della trittica: Governo- gruppi industriali e sindacati. Il culmine delle loro “sagge” decisioni è stato quello di trasferire la maggior parte delle produzioni nostrane nei paesi del terzo mondo.

Per addolcire la pillola, gli stessi attori stanno convincendo i delusi lavoratori locali ad accettare paghe da sottosviluppo intorno a 2-3 euro l’ora e hanno forgiato anche il crisma della legalità attraverso i vouchers. La crisi, nel laboratorio dei potenti arricchitosi con metodi corruttivi senza scrupoli, è stata geneticamente contaminata per diventare l’ennesima malattia dei poveri e attaccare soltanto i lavoratori disoccupati o precari, i pensionati, i senza tetti, i barboni e i miserabili in genere. Per mitigare ulteriormente questa crisi senza fine, hanno inserito la parola “globalizzazione”. Per chi avesse dei dubbi questo termine, si scrive globalizzazione, ma si pronuncia Schiavitù. Con la crescita spaventosa della disoccupazione, molti ricorrano all’economia informale. Torna a crescere il numero dei minori che sono costretti di accontentarsi di una misera paga per aiutare la famiglia. Anche chi ha un regolare lavoro, oltre a guadagnare poco, è costretto a sopportare tutte le umiliazioni pur di non perderlo. Con i minori introiti delle imposte, anche i servizi diminuiscono e i poveri diventano sempre più poveri ed emarginati. mentre la quantità dei ricchi diventa sempre più esigua ma più potente.                                                                                                                                          

Caro 2017, anche i tuoi fratelli hanno vissuto periodi difficili e possono testimoniare che i nostri politici hanno sempre parlato bene, ma nel momento di agire hanno fondato un sodalizio tra loro, i corrotti e mondo delle imprese costruttrici con l’obiettivo di appropriarsi di appalti pubblici. Anche questo settore è stato vittima della Globalizzazione “intera”; la ditta vincitrice ha subappaltato una o anche due volte i lavori a un’azienda meno importante o comunque non con la giusta aderenza politica. I costi sono ridotti di almeno un 30 % in parte anche giustificato, soprattutto per tutti gli scalini che bisogna salire per vincere la gara.                                      

I media e i giornali filogovernativi invitano i cittadini ad avere fiducia e, spesso, asseriscono notizie pilotate per calmare tante famiglie ormai al collasso. Sicuramente, in questo periodo di grande difficoltà, è ancora più penoso leggere la compassionevole presa di posizione di coloro che, forse, sono anche colpevoli di questa voragine. Chiunque è informato sa che il mondo non può essere perfetto, ma neppure ci possono essere queste gigantesche differenze come in Italia. I gruppi industriali portano la produzione all’estero e lasciano in patria poche quantità; invece di produrle in azienda le affidano a terzi, in sostanza allo stesso costo di quella prodotta all’estero. Chi si trova con la faccia nella polvere e lo stomaco vuoto cosa può fare, se non accettare. Come pure rinomate aziende “ Sprecano” migliaia di euro per la pubblicità e poi pagano due centesimi gli operai a voucher. Anche le grandi aziende europee portano le loro produzioni nei Paesi con salari a basso costo, tuttavia in patria continuano a pagare normalmente; tanto è vero che molti italiani si sono rifugiati da loro.                                                                                                              

 Caro 2017 Ti prego di destare la sonnolenza di tutti noi e specialmente quella dei governanti; cura la cecità dei politici, dei banchieri e delle lobby abbagliata dalle luci artificiali e ingannevoli del sistema. Dai a tutti noi il coraggio di riorganizzarci ed esigere tutti i diritti carpiti in nome e per conto della Crisi e della Globalizzazione. 

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI