Domenica 22 Ottobre 2017
   
Text Size

I giovani Conservatori e Riformisti celebrano la Giornata del Ricordo

conservatori e_riformisti 

Riceviamo e pubblichiamo

 

Il gruppo giovanile dei Conservatori e Riformisti di Santeramo ricorda che oggi, 10 febbraio non è solo la giornata del ricordo dei martiri delle Foibe, è soprattutto un giorno importante per ricordare come gli italiani siano stati logorati nel loro orgoglio. La loro unica “colpa” era essere italiani.
Centinaia, anzi migliaia di ragazzi, giovani e adulti sono state vittime della furia del maresciallo Tito, il quale non ha avuto pietà di spezzare la vita anche a tanti giovani, i quali inermi a quella forza non hanno potuto fare nulla per poter contrastare quella malefica voglia di potere.
Credete ci sia qualcosa di male nell’essere italiani?
Schierarsi dietro ad un grido politico d’ideologia e non riconoscere ciò che è invece la realtà equivale a darsi del meschino senza che lo dica qualcun altro.
Come ben sappiamo, le ideologie servono all’uomo per sostenere dei principi che per lui sono fondamentali, ma egli deve avere assolutamente la mentalità aperta per capire cosa gli accade attorno e togliersi i paraocchi per vivere meglio il suo tempo.
In questa giornata non ci deve essere nessun credo politico, ma solo la voglia di imparare dagli errori e preparare le prossime generazioni ad un futuro più roseo.
Non crediate che questa sia una storia che non abbia avuto un seguito!
Sulla scia dell’eccidio del ’43 sono stati tantissimi gli eventi che hanno sconvolto le intere generazioni che sono state sempre alla base di una pretesa ideologica, politica o culturale.
E’ proprio da una pretesa ideologica, politica e culturale che si è avuto questo eccidio.
L’istituzione della giornata del ricordo non è solo importante per ricordare le vittime delle Foibe e dell’esodo Giuliano-Dalmata, ma soprattutto per non dimenticare quanto una pretesa politica abbia fatto male all’essere italiano.
La verità non deve essere infoibata!
Il gruppo giovanile santermano dei Conservatori e Riformisti ricorda quanto sia importante non dimenticare e chiede al primo cittadino, ancora una volta, di intitolare una via a questi nostri eroi. Le forze politiche giovanili di centrodestra da tempo chiedono l’intitolazione della stessa, ma l’amministrazione è sorda da anni a queste richieste.
Credete ci sia qualcosa di male nel farlo?

 

Commenti  

 
#1 Beneamato 2016-02-11 09:21
Trasformare la Slovenia in Provincia di Lubiana, fu l'unica pretesa politica del Duce (che diceva in pubblico: "Si ammazza troppo poco")
Da wikipedia: " ... Durante la Seconda guerra mondiale, la città fu occupata e annessa dall'Italia nel 1941. Lubiana e il territorio circostante (Bassa Carniola) divennero una provincia italiana della regione Venezia Giulia, di cui Lubiana fu capoluogo con sigla automobilistica LB. L'attuale territorio comunale era articolato - oltre che nel comune capoluogo di Lubiana Città - anche nei Comuni di Dobrugne (Dobrunje), Gesizza (Ježica) e S. Vito (Šentvid).
Per contrastare gli atti di rivolta compiuti dalla popolazione locale, nella notte fra il 22 e il 23 febbraio 1942 le autorità militari italiane cinsero con filo spinato e reticolati l'intero perimetro di Lubiana,[25] disponendo un ferreo controllo su tutte le entrate e le uscite. Il recinto era lungo ben 41 chilometri. Furono arrestati 18.708 uomini; di questi 878 furono mandati in campo di concentramento.[26] Fino alla capitolazione dell'Italia, avvenuta l'8 settembre 1943, le autorità militari italiane fucilarono, per rappresaglia, oltre 100 ostaggi. Le fucilazioni furono compiute presso la cava abbandonata Gramozna jama nella periferia di Lubiana.

Successivamente arrivarono i tedeschi nel 1943.[22]. In seguito alla sconfitta dell'Asse, nel maggio 1945, le truppe tedesche e le milizie nazionaliste slovene si arresero all'armata comunista di Tito..."
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI