Lunedì 18 Dicembre 2017
   
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Giovanni Porfido scrive al presidente del consiglio comunale

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Giovanni Porfido sta versando fiumi di inchiostro. Chiunque al suo posto avrebbe cercato un appiglio qualsiasi. Lui, e altri 364 operai, rischiano di non avere più lavoro dal prossimo ottobre, mese in cui finisce la CIGS per gli operai Natuzzi.

Porfido non si è risparmiato e ha scritto chilometri di lettere, per dirla con gli 883, e si è rivolto a tutte le istituzioni, dal sindaco al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, fino al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È anche superfluo specificare che non si tratti di iniziative a titolo personale, bensì riguardano la sorte di centinaia di operai che, è bene ribadirlo, sono esclusi dal ciclo produttivo delle industrie Natuzzi. per loro è rimasta solo la CIGS e la speranza che le istituzioni facciano il loro dovere.

Per questo Giovanni Porfido ha inforcato la penna e ha scritto alla seconda carica istituzionale di un Comune, ovvero al presidente del consiglio comunale, chiedendogli la convocazione di un consiglio comunale monotematico e intercomunale con i paesi limitrofi dove insistono gli stabilimenti produttivi del gruppo Natuzzi e non solo in quelli. In pratica il consiglio dovrà interessate tutti i Comuni appartenenti al distretto del mobile imbottito.

Il presidente Manicone fa sua questa richiesta e a giorni si saprà la data del consiglio. Per tale motivo i lavoratori ringraziano il presidente del consiglio comunale e attendono fiduciosi tale data. 

 

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