Domenica 22 Ottobre 2017
   
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Solidarietà alla nostra giornalista

la voce_del_paese_testata 

 

Sono di una gravità inaudita gli attacchi vergognosi di cui è stata bersaglio la nostra giornalista Roberta Lanzolla, redattrice del La Voce del Paese (edizione Santeramo in Colle) e Santeramoweb.it. Non mi dilungherò nei particolari del caso. Ma il dovere di cronaca noi lo onoriamo fino in fondo, perciò ricordo, “a reti unificate”, attraverso i dieci comuni del network La Voce del Paese, che la giornalista è stata attaccata da esponenti del Movimento Noi con Salvini nelle ore di attesa che hanno preceduto l’arrivo del leader leghista a Santeramo e nel capoluogo barese. L’opinione pubblica deve sempre sapere.

La nostra giornalista è finita in una sorta di infamante lista di proscrizione, con tanto di ‘invito’ a “non farsi vedere” e a “trovarsi altro da fare”.

Effettivamente il nostro mestiere si fa sempre più faticoso qui in Italia: tra minacce di querela e processi a carico di giornalisti, si minano le fondamenta dell’articolo 21 della Costituzione. Allora sì, meglio confezionare cioccolate con le marmotte o scrivere di marmotte felici che confezionano la cioccolata. O fare proprio le marmotte anziché essere “cani da guardia” al servizio del lettore e a controllare il potere.

Meglio cercarsi altro da scrivere e da fare, piuttosto che raccontare, ad esempio, agli odiati, sfaticati e parassiti terroni, che i capitali e gli affari della mafia si muovono nel ricco Nord. E che saranno mai i sequestri disposti in queste ora dalla Procura di Genova, a carico del signor Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega Nord, accusato di truffa aggravata da 40 milioni di euro ai danni dello Stato Italiano in relazione ai rimborsi elettorali del Carroccio? Per l’Agenzia delle Entrate Belsito avrebbe evaso “appena” 2,45 milioni di tasse!

Cosa dovrebbe fare un giornalista se non registrare i malumori dell’opinione pubblica? Se non ascoltare le voci fuori dal coro della servitù? E no Roberta, non sei gradita, trovati altro da fare o da raccontare.

Peccato, solo un anno fa eravamo tutti “sciarlì”! Oggi invece, politicanti e servi militanti si riscoprono un ammasso di ipocriti. E ho come l’impressione che l’Italia non sarà mai un paese liberale.  

Nel caso di Roberta per fortuna gli “anticorpi” della Democrazia hanno reagito. Per questo ringrazio tutti i Colleghi solidali, l'Ordine dei Giornalisti di Puglia e l'Assostampa per la vicinanza alla collega. Grazie al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano per il suo comunicato di solidarietà.

Mai come in questo caso, e come in altri, quando ad esempio nel 2012 abbiamo ospitato la scottante inchiesta su Lombardi e sulla discarica dei veleni, mi sono sentito fiero di appartenere alla categoria dei Giornalisti. Sono questi i momenti in cui ci sentiamo protetti dalle Istituzioni a nostra tutela e a difesa della libertà di Espressione. Sono questi i momenti in cui capisci che sono pilastri fondamentali per la tenuta della Democrazia. Ma il cammino verso un Paese liberale è ancora lontano. 

 

Commenti  

 
#1 Vittorio Reho 2016-01-15 23:11
Chi fa le liste di proscrizione in Italia nei confronti dei giornalisti è il capo della forza politica Movimento 5 Stelle.
http://www.beppegrillo.it/2014/08/giornalista_dellanno_2014_-_sondaggio.html
Non so cosa abbia scritto la giornalista contro i salvinini, ma l'art.21 della Costituzione è intoccabile, perciò la solidarietà è incondizionata, senza se e senza ma.
Certo è che, definire "servi militanti" dei cittadini che supportano "NOI con SALVINI", non fa onore a chi lo scrive!
 

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