Domenica 17 Dicembre 2017
   
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Vertenza NATUZZI Spa, appello alle Istituzioni.

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Riceviamo e integralmente pubblichiamo

 

“Formuliamo la presente per comunicarLe che, a seguito della cessazione delle attività aziendali svolte nel sito industriale di Ginosa, con decorrenza 16 ottobre 2015, nonché a seguito delle intese sottoscritta con la parte sindacale in sede ministeriale in data 14 ottobre 2015, Lei continuerà ad essere sospeso a zero ore senza rotazione dall’attività lavorativa e collocata, ex D.L.vo 148/2015, in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per crisi aziendale per cessazione dell’attività”.

Iniziava cosi la Raccomandata che 365 lavoratori dell’Azienda NATUZZI Spa ricevevano dopo che la stessa, nel mese di settembre, era stata beneficiaria di un finanziamento pubblico per la cifra di circa 37 milioni di euro stanziati dal Ministero dell’Industria e dello Sviluppo Economico e dalle regioni Puglia e Basilicata, in virtù di un Accordo di Programma firmato a Roma il 10 ottobre 2013 e che poneva come obbiettivi il rilancio dell’Azienda e la tutela dei livelli occupazionali e per far ciò, venivano messi  a disposizione 101 milioni di euro. Inutile raccontare  lo stato di confusione misto a rabbia in cui i lavoratori si sono venuti a trovare inaspettatamente e che cresce  ogni giorno sempre di più man mano che vari legali del lavoro, consultati dai Lavoratori, danno al contenuto di quella Raccomandata un significato tragicamente chiaro, trattasi di LICENZIAMENTO!
Insieme all’Unione Sindacale di Base – Lavoro privato Puglia, che per altro ha già emesso un suo comunicato ufficiale su questa triste vicenda, i lavoratori licenziati della NATUZZI Spa, padri e madri di famiglie, daranno inizio a partire dal giorno 11 dicembre alle ore 10.00 davanti ai cancelli dell’Azienda NATUZZI a Santeramo, a una protesta che si prevede forte nei toni poiché si chiede alle Istituzioni e quindi allo Stato un intervento altrettanto forte per ribadire un concetto che è per natura in seno allo Stato: non si possono dare soldi pubblici ad un’Azienda privata quando questa riduce il proprio organico! Non ha senso, casomai dovrebbe essere il contrario.

Chi scrive tutto questo è Giovanni Porfido, uno no dei 365.

 

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