Mercoledì 18 Ottobre 2017
   
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Lettera aperta al presidente della Repubblica sulla questione Natuzzi

Natuzzi-logo 002 

Riceviamo e pubblichiamo

 

Al Sig. PRESIDENTE della Repubblica Italiana,

Sergio  MATTARELLA 

Palazzo del Quirinale  00187 Roma

 

 

Oggetto: vertenza NATUZZI s.p.a.

 

Signor PRESIDENTE,

mi chiamo Giovanni Porfido, attualmente risiedo a Santeramo in Colle (BA) in Corso Tripoli 116, c.a.p. 70029  e, in quanto cittadino italiano, rivolgo a Lei un accorato appello affinché intervenga a favore e per il rispetto della Nostra Costituzione concepita da quella che fu l'Assemblea Costituente e, in particolare, verso il 1° Articolo della Legge Costituzionale affinché venga garantito il diritto al mantenimento del posto di lavoro di 370 dipendenti dell’Azienda Natuzzi s.p.a. che ha sede legale sempre a Santeramo in Colle, in Contrada  Iazzitiello 47.

 

La presente è  per informarla in sintesi della situazione di estremo disagio che stanno vivendo 370 lavoratori dell’Azienda NATUZZI s.p.a. leader mondiale di divani in pelle  e che dalla stessa hanno ricevuto una missiva che li assegnava, per fini amministrativi, ad uno stabilimento dismesso da circa due anni e per  il quale  veniva richiesta fino al 16 ottobre 2016 la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per cessazione di attività dopodiché,  questi lavoratori non avranno più nessuna mansione da svolgere e resteranno a casa.

Premesso che l’Azienda Natuzzi s.p.a. parti Sindacali, Regioni, Confindustria, e altri, in data 10 ottobre 2013, presso il Ministero dello Sviluppo Economico rappresentato dall’allora Sottosegretario di Stato Prof. Carlo De VINCENTI, in ossequio di quanto riportato nella prima parte del 1° Articolo della Legge Costituzionale “ L’ITALIA è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” firmavano l’Accordo di Programma Quadro che impegnava tutte le parti firmatari alla ricerca di soluzioni per la conservazione dei posti di lavoro potendo anche attingere a fondi pubblici messi appositamente a disposizione dallo Stato per l’attuazione dell’Accordo di Programma e che gli stessi soggetti firmatari, evidentemente, venivano meno agli impegni assunti e sottoscritti nel corso degli anni e che oggi ci ritroviamo in 370 messi alla porta e al contrario di quanto riconosciuto nella seconda parte della’Articolo 1 della Costituzione “ la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione ” nulla ci è dato sapere! Con quali criteri siamo stati selezionati e messi da parte, quali soluzioni sono state studiate per la conservazione del nostro posto di lavoro, cosa possiamo o dobbiamo fare perché questa Vertenza si possa concludere positivamente non solo per i 370, ma anche per  altri 1818 dipendenti, nostri collaboratori, che tuttavia stanno continuando a lavorare seppur in Contratto di Solidarietà  in altri stabilimenti.

La informo altresi che a nulla sono serviti i nostri tentativi  di richiesta di aiuto che abbiamo rivolto, seppur in gruppi sparsi, alle Istituzioni e alle Organizzazioni Sindacali locali e che dalla stessa Azienda continuano a pervenire inviti anche per iscritto, ad accettare il licenziamento senza un nulla a pretendere dietro un esiguo incentivo che a nulla può servire essendo noi persone di una certa età e senza una specifica mansione se non in quella attinente il mobile imbottito, in un territorio molto arido di opportunità anche minime.

Non Le nascondo Signor PRESIDENTE, che da parte mia, ma sono sicuro anche da parte di moltissimi altri miei colleghi, inizia a venir meno la fiducia nelle Istituzioni. Proprio in quelle Istituzioni che i Nostri Padri Costituenti concepirono insieme alla Carta Costituzionale per venire in soccorso e per la formazione della Persona.

Chiedo a questo punto, anzi, prego che Lei faccia da garante negli ambiti e nelle sedi che riterrà più opportune affinché il 1° Articolo della nostra Carta Costituzionale non venga disatteso e, che insieme alle parti firmatari dell’Accordo di Programma Quadro, ci si possa confrontare per trovare  la migliore  soluzione per il mantenimento del posto di lavoro di tutti i dipendenti dell’Azienda Natuzzi s.p.a.

Confidando in una risposta e nel ringraziarLa per la cortese attenzione prestatami ripongo in Lei non solo la mia fiducia ma anche quella di tutti i miei colleghi ed è sempre a nome di tutti che le porgo i più cordiali saluti.

 

 

 

SANTERAMO IN COLLE  23/12/2015

 

 

Giovanni Porfido 

 

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