Martedì 17 Ottobre 2017
   
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Un anno senza Iolanda

j.lovecchio 

 

 E’ già passato un anno da quel terribile lunedì 15 dicembre 2014 quando, intorno alle ore 8:30 la solare Iolanda Lovecchio perse la vita alla giovanissima età di 29 anni a seguito di incidente stradale al km. 6+400 Altamura – Santeramo. Si recava al lavoro come faceva tutte le mattina da qualche mese dopo aver trascorso il giorno precedente in Piazza Garibaldi a promuovere volontariato con il suo sorriso spontaneo che sarà difficile dimenticare. Il giorno seguente, quel sorriso si è spento lasciando un vuoto incolmabile nella mente e nel cuore di tutti coloro che l’hanno conosciuta. La notizia si diffusa in un baleno perché Iolanda era giovane donna conosciuta e stimata per il suo impegno politico che nel 2012 la portò ad un passo dalla elezione a consigliere comunale di Santeramo nella lista del Partito Democratico del quale ricopriva la carica di segretario dei giovani. Imponenti i funerali. Straziante il dolore dei suoi genitori Rocco e Giovanna e delle sue care sorelle Maria e Arianna. Scioccante quello del suo giovane coniuge Giuseppe che aveva sposato da poco più di un anno.

A distanza di un anno da quel tragico giorno, ho preso il coraggio a due mani e sono andato a trovare Rocco e Giovanna nella loro casa dove tutto parla di Iolanda. Li ho trovati sereni ma non rassegnati. Per loro, come per qualsiasi altro genitore che perde un figlio amato, non c’è rassegnazione che tenga. Quel dolore se lo porteranno alla tomba. Ho conversato con loro e, pur volendo parlare di altro, non era possibile. Iolanda era al centro di tutto.

“Man mano che ci avviciniamo al 15 dicembre – mi dice papà Rocco – il cuore si squarcia”.

Il 15 dicembre quando alle ore 18:00 familiari ed amici si ritroveranno in Chiesa Matrice per una santa messa in suffragio di Iolanda. Al pensiero, anche a me che ho conosciuto Iolanda e la ricordo felice e danzante nel giorno del suo matrimonio, la schiena è percorso da brividi.

“Non è possibile rassegnarsi – mi dice mamma Giovanna – alla perdita di una figlia; non è possibile avere pace almeno fino a quando non sarà accertata fino in fondo la verità sulle cause dell’incidente”.

Quel giorno c’era nebbia fitta sul luogo dell’incidente. La visibilità, come attestato dai Carabinieri, non andava oltre 20 – 30 metri. Cosa è effettivamente avvenuto, lo stabilirà la Magistratura. Da quando si legge dai documenti ufficiali dell’incidente, l’autoarticolato che veniva verso Santeramo, procedeva ad una velocità di 70 km orari nonostante il limite previsto per quel tratto di strada fosse di 50. L’auto di Iolanda è stata violentemente impattata dalla punta fino al centro del lato di guida dopo essere stata strisciata nella parte anteriore e senza che il vano bagagli sia stato toccato. Poi il terrificante schianto dell’auto sul lato destro della strada con il muro a secco che si sbriciola. Certamente oggi, meglio di allora, c’è la facoltà di pensare che questa dinamica, così presentata, sia non poco differente rispetto a quella riportata sui quotidiani locali subito dopo l’accaduto. Cosa sia effettivamente avvenuto in quella frazione di secondo, dovrà essere naturalmente accertato sulla base degli elementi ufficiali raccolti, in quanto, agli atti del processo è stata esibita una perizia tecnica  -redatta dal Professor Consiglio- che descrive l’ esatta dinamica dell’ incidente, che comporterebbe la tesi della responsabilità del conducente dell’ autotreno.

“E’ quello che vogliamo – riprende mamma Giovanna. Non cerchiamo vendette. Non cerchiamo nulla. Vogliamo soltanto giustizia e verità”.

E papà Rocco aggiunge: “Vogliamo giustizia e verità perché Iolanda non può venirci a mancare una seconda volta”.

E’ passata circa un’ora dall’inizio della nostra conversazione. E’ tempo di andare. Inutili i miei tentativi di parlare di altro a significare che nella mente e nei cuori di questi cari genitori c’è l’irrinunciabile determinazione a trovare le ragioni della scomparsa di Iolanda che ha segnato per sempre la loro vita.

“Da quando mi ha riferito il nostro Avvocato di fiducia– che ringrazio pubblicamente per l’impegno che sta profondendo – solo nei prossimi mesi, dopo una serie di accurate indagini, saremo forse in grado di conoscere davvero le reali dinamiche dell’accaduto e ciò che è avvenuto in quei brevi, maledetti istanti, date le due distinte versioni dei fatti. Siamo fiduciosi che la verità sarà accertata”.

Nel salutarli con affetto, ho compreso che quella che è la priorità di questi genitori è l’arrivo del giorno in cui questa amara verità salterà fuori, in vista del quale il Santo Natale sarà per loro un giorno più o meno come gli altri.

                                                                               Franco Porfido

 

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