Martedì 17 Ottobre 2017
   
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Via Jacoviello, dalla parte dei viaggiatori

via iacoviello 

Molto si è detto sull'inversione del senso di marcia di via Jacoviello, gli argomenti contro tale scelta sono infiniti, ma, con la revoca dell'ordinanza, tutto è superato. I commercianti della zona (ma solo di via Jacoviello? Ne siamo così sicuri?) hanno pagato pesantemente con un calo dei guadagni; i cittadini hanno pagato con un peggioramento della qualità della vita nelle strade intasate dal traffico e così via. Tutto era stato previsto, da tutti. Ma non era stato previsto da chi è deputato a farsi carico, in modo possibilmente equilibrato, dei bisogni della città.

Resta in ballo la questione delle fermate (non “della” fermata, si badi bene) degli autobus.

Paradossalmente lo spostamento delle fermate è più importante della “questione commercianti”. Provo a spiegarne le ragioni.

I commercianti tutelano un interesse di categoria, legittimo, ma di categoria. Hanno dimostrato di saper affrontare i problemi inserendoli nel contesto più ampio della vita complessiva della città. Hanno dimostrato tutti i limiti e le criticità dell'inversione del senso di marcia di via Jacoviello portando buona parte dei cittadini (probabilmente la stragrande maggioranza) dalla propria parte, hanno perseguito un obiettivo di categoria in modo non egoistico. Inoltre il coordinamento dei commercianti aveva un altro vantaggio: essendo individuabili i soggetti penalizzati è risultato facile riunirsi, organizzarsi, coordinarsi, individuare gli interlocutori, decidere le azioni di “lotta”. I commercianti hanno saputo spiegare le proprie ragioni, hanno saputo coinvolgere la città e hanno vinto. In un certo senso sono stati capaci di essere autorevoli.

Più complicata invece una azione per il ritorno delle fermate autobus in via Jacoviello e via Stazione. I soggetti penalizzati possiamo difficilmente definirli in una categoria omogenea. Ci sono gli studenti delle scuole superiori, gli studenti universitari, gli impiegati degli enti pubblici o privati, i lavoratori che fanno i turni, anche notturni o festivi, gli utenti occasionali.

Da sottolineare: gli utenti occasionali degli autobus sono, in larghissima parte, anziani che hanno bisogno di raggiungere, per esempio, luoghi di cura. Tali utenti sono occasionali, ma sono numerosissimi. Inoltre la loro presenza non è solo frequente, è assolutamente costante.

Creare un coordinamento di tali utenti è piuttosto complicato, complicato organizzarsi, verificare le diverse esigenze, trovare un luogo dove riunirsi.

La viltà (uso tale termine non nel senso di una caratteristica della persona, ma secondo il proverbio che recita: “La più grande viltà è quella di non far bene quando si può”) della scelta del sindaco di portare in periferia le fermate sta proprio in questo: colpire dei soggetti che non riusciranno mai ad organizzarsi per contestarlo. Inoltre si colpiscono dei soggetti virtuosi: tutto si poteva fare per ridurre l'inquinamento nelle zone centrali della città (le zone a vocazione “pedonale”, secondo il sindaco), tranne penalizzare il trasporto pubblico. In nessuna parte d'Italia si può riscontare una scelta simile. Il trasporto pubblico extraurbano rimane in periferia solo nelle grandi città dotate di stazioni di scambio e con un efficiente e capillare sistema di trasporto pubblico urbano.

A Santeramo perfino il tram cittadino non percorre le vie del centro! Tutto questo ha dell'incredibile!

Inoltre, prendiamo il caso degli autobus della SITA in partenza da Santeramo. Cartina della città alla mano, proviamo a esaminare il percorso dei mezzi: la parte di città che resta lontana dalle attuali fermate è enorme, le fermate sono molto decentrate, in zone assolutamente non servite. Bisogna considerare che le fermate vengono utilizzate in tutti i giorni dell'anno, con qualsiasi tipo di condizione atmosferica, nell'arco delle ventiquattro ore, da utenti con le più diverse esigenze.

Per ovviare a queste situazioni l'amministrazione, accogliendo le richieste di un inesistente “comitato fermate sita” (inesistente in quanto rispondeva solo agli egoismi di qualche singolo utente SITA), provava a chiedere alla SITA di effettuare un lungo e tortuoso percorso cittadino pur di ripristinare la fermata di piazza Tienanmen. E tutto questo con aumento di inquinamento (ma l'inquinamento è grave solo se riguarda il centro della città?) e aumento dei tempi di percorrenza.

Infine la questione dei tempi di percorrenza degli autobus. Tale situazione condiziona il modo che ha la città di inserirsi in un più ampio sistema di trasporti. I ritardi degli autobus in uscita da Santeramo si ripercuotono sugli utenti (nel caso della SITA) di Cassano, Sannicandro, Bitritto.

La battaglia degli utenti del trasporto pubblico è ancora da cominciare. Bisogna ottenere il ripristino delle fermate di via Jacoviello e di via Stazione (angolo via San Vincenzo de Paoli).

Propongo a tutti coloro che condividono il mio scritto di utilizzare tutti i mezzi disponibili (articoli o commenti sulle pagine web dei siti di informazione locale on-line, email a Sindaco e Assessore competente, interventi sui social network) per far conoscere la propria opinione.

Raccontiamo le nostre storie.

Invito tutte le persone interessate a coordinarsi per avviare un percorso per costituire un vero e proprio comitato.

Raffaele Paradiso

 

Commenti  

 
#2 max 2015-12-09 12:01
tutto questo articolo per avere la fermata sotto casa tua......
e basta con gli egoismi.
anche io voglio la fermata sotto casa mia, abito in via alessandriello.
firmo la tua petizione se mettete la fermata anche lì
 
 
#1 indipendente 2015-12-04 21:54
ma per favore!!!
 

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