Mercoledì 18 Ottobre 2017
   
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Conservatori e Riformisti ricordano il Muro di Berlino

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Riceviamo e pubblichiamo

 

Oggi, 9 Novembre 2015, ci ritroviamo ancora una volta a riflettere su un anniversario che assume due caratteri.
Il primo carattere è della sofferenza. Sofferenza per i giovani che si sono visti tranciare le possibilità di un futuro migliore, si sono visti allontanare i loro cari, si sono visti abbandonare le speranze di chi cercava lavoro, studio per crescere una famiglia.
Il secondo carattere è quello della speranza. Speranza per i giovani che vedevano riaprire un varco non solo materiale ma anche di sogni per un futuro migliore.
Sembrano due contraddizioni, ma in realtà non lo sono.
Abbiamo voluto riprendere questi due caratteri per ricordare il 26esimo anniversario della caduta del muro di Berlino, attraverso due termini, sofferenza per la creazione dello stesso muro e speranza per la caduta avvenuta, come appena detto, ventisei anni fa.
"E proprio quel gesto di abbattere il muro ha fatto si che, non solo due mondi così diversi unissero le loro culture, ma che soprattutto fossero abbattute barriere invisibili che dividevano i due “mondi”.
Ma tutt’ora non è sempre così, esistono ancora quelle barriere invisibili che dividono civiltà e culture diverse, quelle stesse barriere invisibili che sono la miccia per lo scoppio di guerre civili e non!" afferma il referente santermano del gruppo giovanile Nuzzolese.
Spesso questa data viene dimenticata, come se riposta in secondo piano, facendo spazio alle notevoli notizie spazzatura che riempiono le notevoli testate giornalistiche cartacee e digitali.
L'intero gruppo dei giovani Conservatori e Riformisti santermani crede che si debba invertire questa rotta, per fare conoscere ai giovani la storia che ci ha segnato, la storia che davvero sia fondamentale per voltare pagina e ricominciare con una nuova marcia.
Riprendendo una frase affissa ieri nell'incontro programmatico a Roma di Raffaele Fitto urliamo a gran voce "Noi non siamo il risultato del passato, ma la causa del futuro".

 

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