Mercoledì 18 Ottobre 2017
   
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La scuola e le leggi

scuola 

 

Dopo un’estate foriera di annunci clamorosi sulla “buona scuola”, escluso qualche insignificante provvedimento di forma, tutto è rimasto inalterato. L’anno nuovo è iniziato con tutte le inefficienze vecchie, e nonostante la buona volontà dei Presidi e l’impegno dei professori, per dare un’accelerata al miglioramento della nostra società. Limitando le nostre aspettative soltanto alla crescita sociale dei giovani, non ci attendiamo risultati eclatanti come dotarli di un comportamento di autentico forbito deontologico, ma semplicemente quello di rispetto e di buona educazione, che il comune vivere esigerebbe.                                                                                        Dialogando con alcuni Dirigenti e Docenti ci siamo trovati d’accordo sul preciso ruolo che tutti: scuola, genitori e Istituzioni dovrebbero svolgere per offrire il proprio contributo a formare le nuove generazioni, verso quel senso di civiltà, che oggi è assolutamente latitante. E’ venuto fuori che insegnare tante nozioni e le buone maniere, nonché dotare gli alunni di un comportamento impeccabile, soddisfa prima se stessi e poi è una dote che serve per tutta la vita. Considerato che le famiglie di oggi non sono altro che gli alunni di ieri,e che gli studenti di oggi formeranno le famiglie di domani,sorge spontanea la domanda: ma allora non cambierà mai nulla? Secondo gli addetti della scuola, il problema è esclusivamente legislativo. Gli stessi docenti hanno asserito, entrando nello specifico che le loro peculiarità d’insegnamento, oltre al programma, sono le seguenti.                                                                                                                                                                         

Rispetto dell’ambiente. Comportarsi ovunque: strade, piazze,giardini ,campagna,uffici pubblici ecc, come a casa propria. Crediamo che nessuno a casa sua sputi per terra, getti cartacce, lasci buste e bottiglie in ogni angolo. Pertanto, immaginiamo che tutti noi viviamo in casa nostra, sia tra le quattro mura casalinghe, sia in qualsiasi luogo pubblico. Siamo convinti che elucubrando questo pensiero, tutti potremmo migliorare il nostro comportamento.                                                                                 –Intolleranza verso atteggiamenti incivili. Spiegare con tanti esempi pratici che rispettare il creato e ancora di più gli alberi, i lampioni, i monumenti è doveroso perche ci appartengono. Usare la stessa attenzione alla cosa pubblica come a quella personale.                                                                    

Queste e altre regole tanti educatori immettono nella testa dei ragazzi e, certamente, quasi tutti le apprendono con diligenza, nell’applicazione non sempre se ne ricordano, soprattutto per un motivo semplice: non rischiano nessun tipo di punizione.                                                                               

Quali provvedimenti necessitano per creare una società in cui vige una vera democrazia e ogni cittadino abbia pari doveri e diritti; e chi devono essere i soggetti attuatori? E soprattutto cosa serve per non ascoltare più i piagnistei non soltanto dei semplici cittadini, bensì anche dei politici e dei burocrati, che sicuramente sono coloro che hanno meno interesse a cambiare. E inveiscono contro le leggi farraginose, che loro stessi, spesso, hanno legiferato e dovrebbero fare applicare.            Un esempio per tutti: la circolazione stradale. Tutti frequentano la scuola guida e devono conoscere i segnali stradali e rispettarli. Perché in alta Italia e, in particolare all’estero gli automobilisti sono più disciplinati, e da noi, spesso, colui che rispetta le regole appare come lo sciocco del villaggio ?    E’ evidente mancano i controlli  e tanti ne approfittano !  Quando si chiede  ad una qualsiasi persona autorevole delle Istituzioni perché da noi tutto funziona soltanto tramite il vecchio e collaudato sistema clientelare: dal semplice certificato del catasto, ad una elementare licenza, dalla concessione edilizia, ai fittizi concorsi. Il paradosso della comicità o drammaticità, secondo i punti di vista, si raggiunge quando ascoltiamo gli alati discorsi di certi politici. Tutto è improntato sull’inefficienza della Pubblica Amministrazione, vittima della fantomatica burocrazia, che frena i volenterosi progetti che l’oratore in rappresentanza del suo gruppo politico ha presentato. E’ opportuno, però asserire che questa nostra società invece di essere fondata sul merito e professionalità, annaspa confondendo i cittadini che, spesso, sono costretti a calarsi nel sistema di corruzione che ci circonda. Tante persone corrette sono obbligate, a volte, per autodifesa a infrangere certe piccole regole, perché diversamente sarebbero costrette a mendicare. Ma perché questo stato di fatto non si può cambiare ? dove sta scritto che dobbiamo restare sempre succubi di una masnada di politici che ci tempestano quotidianamente  con i loro proclami di cambiamento, mentre combattono come Buffalo Bill affinché non cambi nulla ?                                  

I cittadini uniti  devono essere bravi a mettere da parte le continue lamentele, evitare di chiedere “Piaceri” per i loro diritti e pretendere la funzionalità della cosa Comune. Devono capire che il Signor Sindaco, gli uffici comunali, i vari uffici regionali e statali esistono per servirli e non per umiliarli o farli sentire come i mendicanti. Tutti dobbiamo impegnarci affinché anche le esose tasse che, spesso, con grandi sacrifici paghiamo diano dei risultati positivi. Nell’ultimo anno i Sindaci hanno introdotto, tra le atre imposte, la TASI con aliquote molto alte, poiché dovevano dare i servizi alle popolazioni; ma fino ad oggi nessuno li ha visti.                                                                                          

Affinché il lavoro della scuola sia veramente efficace, le autorità devono fare   rispettare le leggi; ciò è assolutamente fondamentale se desideriamo avviare il cambiamento necessario, solo così le future generazioni potranno essere annoverate tra quelle più civili del mondo.

 

 

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