Lunedì 18 Dicembre 2017
   
Text Size

Via Iacoviello e la bufala della tutela del verde

via iacoviello 

Riceviamo e pubblichiamo

 

Con il termine “bufala” si indica una affermazione falsa o inverosimile, con la quale si mira ad ingannare il pubblico.  Secondo l’Accademia della Crusca, il significato del termine deriva dall’espressione “menare per il naso come una bufala”, ovvero portare l’interlocutore dove si vuole, come si fa per buoi e bufali, animali con l’anello al naso (da cui, altra celebre espressione della nostra lingua).

Cosa c’entra tutto ciò con Via Iacoviello? E’ presto detto: la motivazione ufficiale su cui poggia l’Ordinanza che ne ha invertito il senso di marcia riteniamo sia una “bufala”.  Già perché nell’Ordinanza viene riferito che “Il traffico  … costringe l’alberatura di Piazza di Vagno a sopportare un’eccessiva esposizione all’inquinamento causato dal continuo passaggio di veicoli”.

Chiediamo, come già altri hanno fatto: sono stati rilevati il numero di autoveicoli e l’intensità del traffico lungo Via Iacoviello e lungo Piazza di Vagno, sia prima che dopo l’Ordinanza? E i livelli di inquinamento? Dal silenzio delle autorità amministrative al riguardo, riteniamo di no.  L’unico dato riportato dal Sindaco riguardava il numero di autobus che attraversavano il noto percorso, dato risultato clamorosamente errato: erano 48 e non 96.

Ma tralasciamo, per ora, le problematiche legate al flusso veicolare, oggetto di un prossimo nostro intervento.  Ciò che ci ha spinti a scrivere è stata la sorpresa di vedere l’Amministrazione Comunale ergersi a paladina della tutela dell’alberatura presente in Piazza Di Vagno.  Che il nostro Sindaco, che non ha esitato a far tagliare numerosi alberi posti nell’area della Casa di Riposo per realizzare uno strano o quantomeno ambiguo edificio, abbia abbracciato, di punto in bianco, la causa ambientalista?  Che la nostra Amministrazione, caratterizzatasi fino ad oggi da una pessima gestione del verde pubblico,  abbia deciso di proteggere e valorizzare appieno gli spazi verdi della nostra cittadina?

 Abbiamo perciò deciso di effettuare una visita a Piazza Di Vagno e del Consorzio per sciogliere i nostri dubbi.  Ahimè, lo spettacolo è illustrato dalle foto allegate: nessuna potatura o pulizia per l’alberatura di Parco della Rimembranza, di Via Montessori e del Consorzio, mentre gli alberi di Piazza di Vagno sono stato potati a fine maggio, periodo dannoso per tali operazioni.  L’alberatura del Consorzio e zone limitrofe, recentemente posta a dimora grazie ad un altro contestato, e costoso, intervento di riqualificazione urbana, risultano in cattive condizioni.  Nella Villa Comunale, come anche negli altri parchi cittadini, il prato a verde è quasi del tutto scomparso.   Numerose panchine sono inutilizzabili a causa degli escrementi di uccelli.

Insomma, nulla è cambiato nella gestione del verde pubblico.

Allora, perché motivare l’inversione del senso unico su Via Iacoviello richiamando un (presunto) livello di inquinamento “eccessivo”?

La risposta, riteniamo, sia nell’art. 7 del Codice della Strada, con cui è disciplinato il potere del Sindaco di regolamentare la circolazione nei centri abitati. Infatti in base al comma 1 – lettera b, il Sindaco, con una semplice ordinanza, può “limitare la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli per accertate e motivate esigenze di prevenzione degli inquinamenti…”.

Concludiamo con tre eccezioni.

La prima: non risulta che vi siano “accertate e motivate esigenze” legate alla prevenzione dell’inquinamento.

La seconda: l’Ordinanza risulta sia stata firmata dal Comandante di Polizia Municipale e non dal Sindaco, come espressamente prevede la norma citata.

Terzo: se il problema era ‘degli autobus’, non sarebbe stato più semplice vietarne il transito, lasciando il resto invariato?

Santeramo, 06 settembre 2015

   IL PRESIDENTE

                                                                               (ing. Serafino A. GIANNINI)

 

 

 

 

 

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI