Martedì 17 Ottobre 2017
   
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Considerazioni su pedonalizzazioni e via Iacoviello

via iacoviello 

Ci giunge in Redazione lo scritto di Raffaele Paradiso, cittadino santermano. Il suo scritto è pubblicato integralmente qui di seguito. 

 

Il testo seguente riguarda alcune mie personali considerazioni sulle ultime ordinanze riguardanti alcune aree pedonali e l'inversione del senso di marcia di via Jacoviello. 

 

Ognuno può utilizzare il mio testo nel modo che ritiene più opportuno a patto di: citare l'autore, non stravolgerne il senso (in caso di utilizzazione parziale).

 

Non sono un utente fb, ma vorrei intervenire in merito a...

Salve a tutti (ai pochi che mi leggeranno).

Ho seguito negli ultimi giorni lo scambio di post su vari siti web, ma soprattutto su facebook (attraverso la pagina pubblica di Michele D'Ambrosio Sindaco), in merito alla questione delle isole pedonali (via Roma alta e piazzetta del Lago) e della inversione del senso di marcia su via Jacoviello e conseguente (in realtà già attuato) decentramento delle fermate della SITA. Vorrei contribuire con una serie di considerazioni.

Note per la lettura

I miei punti di vista sono (intendo dire: sono portatore dei seguenti interessi):

1. cittadino santermano;

2. residente in via Francesco Netti;

3. utente SITA (ormai piuttosto saltuario);

4. condizione X. Non la esplicito in quanto molto personale. Chi mi conosce può immaginarla;

5. portatore di tutti quegli egoismi di cui, fino ad ora, non sono riuscito a liberarmi.

Ho voluto specificare gli interessi di cui sono portatore perché mi accorgo che ovunque, prima di ascoltare le ragioni dell'altro, si prova a indagare su chi sta dietro chi e perché.

Inoltre. La mia collocazione politica: militante indipendente (per pochi anni) del P.C.I., militante del P.D.S. per tutto il periodo della sua esistenza quindi ostile ai partiti del c.d. centro-sinistra in quanto ritengo siano ormai incapaci di radicamento nel territorio e di interpretazione dei reali bisogni delle comunità (naturalmente non voto per i partiti di centro-destra, spesso non voto).

I testi in corsivo riguardano commenti presenti in rete che ho copiato e incollato, non ho alterato assolutamente nulla (ho solo corretto qualche errore di digitazione). Ho indicato i commenti che ho riportato a memoria (credo di non averne stravolto il senso).

Ho evitato di indicare il nome degli autori dei commenti su fb poiché così mi è stato suggerito. Ritengo che non ci sia alcun problema nell'indicarli in quanto la pagina che leggo è pubblica, ma, del resto, è semplice risalire agli autori. Come dicevo prima le citazioni sono fedeli.

Nel testo faccio spesso riferimento al Sindaco, ma questo non significa che io nutra una qualche ostilità nei suoi confronti. Avrei preferito evitarlo in quanto non credo nelle capacità “salvifiche” dell'uomo solo, e illuminato, al comando. Faccio riferimento al Sindaco in quanto le mie considerazioni si basano su quanto pubblicato su fb, appunto, dal Sindaco. Non mi risulta che ci sia una presenza particolare, in rete o in città (ma io sto poco a “passeggio”), degli altri componenti la Giunta. Laddove il ragionamento lo consentiva ho fatto riferimento all'Amministrazione proprio perché ritengo più utile la gestione collegiale (e possibilmente partecipata dai cittadini) dei problemi di una comunità.

1. La realizzazione delle aree pedonali e la discussione su facebook

Non è stato particolarmente istruttivo navigare su fb, ma mi ha almeno permesso di essere aggiornato in tempo reale sugli umori di coloro che “postano” qualcosa. Umori, niente di più. L'informazione sulle varie questioni è davvero scarsa, i commenti molto spesso sono da tifoseria o da clan, da partito preso. Mi stupisce constatare che il Sindaco di Santeramo si affidi così tanto a fb. Sembra quasi che la sua pagina sia diventata il mezzo di comunicazione istituzionale dell'attività dell'amministrazione. Infatti in merito alla pedonalizzazione di alcune aree urbane centrali non mi pare si sia data comunicazione, con un qualche anticipo, alla cittadinanza. Tutto affidato alle notizie pubblicate su fb. Niente avvisi, niente cartelli lungo le strade incluse nella pedonalizzazione. Nessun cartello neanche alla fermata degli autobus (relativamente al decentramento delle fermate). A me pare alquanto singolare.

Inoltre: molto rumore per nulla. Il Sindaco scrive:

Michele D'Ambrosio Sindaco

PARTITA UFFICIALMENTE DA OGGI L' ISOLA PEDONALE SU PIAZZETTA DEL LAGO, VIA FRANCESCO NETTI E PIAZZA GARIBALDI.

Apposta la segnaletica di divieto di transito in piazza Di Vagno e via Annunziata (tratto finale).

È un giorno storico per Santeramo!

IL CORAGGIO DI PRENDERE DECISIONI!

 

Che annuncio! Via Netti è praticamente chiusa, percorribile solo a piedi e con difficoltà. Non essendo transitabile via Netti, piazzetta del Lago è (a parte qualche eccezione) naturalmente ed esclusivamente pedonale. Via Annunziata? Dieci metri di un tratto di strada senza uscita, dall'incrocio con via Catterina fino a piazza Garibaldi (in fondo alla via c'è il cantiere). Piazza Garibaldi? Stesso discorso di piazzetta del Lago.

A cosa si riduce questo annuncio? Sarebbe stato sufficiente che i vigili si occupassero di queste due piazze e delle multe da elevare nei confronti degli eventuali contravventori (non mi avventuro in un discorso sull'efficienza della nostra polizia municipale e non punto il dito accusatorio: è una questione annosa e complicata e personalmente non ho sufficienti elementi di valutazione).

E se un santermano su fb, a proposito della segnaletica di divieto di transito, chiede al Sindaco:

Non vedo la scritta.....escluso i residenti! !! È l'unico paese della zona a non avere la scritta. Ma per allontanarci un po'... anche al Colosseo sono esclusi i residenti dal divieto!!!!

Il Sindaco risponde:

Mi pare che non sia ancora il tempo di mettere la scritta “escluso i residenti" comunque non è urgente in quanto ci sono lavori in corso su via F Netti. dunque non transitabile neanche per i residenti. Questi avranno in futuro possibilità di temporaneo carico e scarico e ingresso nei garage, ma non di sosta. E' del tutto evidente che oggi si tratta di divieto di transito, e quindi di parcheggio selvaggio, in piazzetta del Lago

L'esclusione dal divieto per residenti e commercianti, pur regolamentato, è previsto sempre, credo possa essere definito un diritto. In realtà il fatto che la decisione sui residenti non sia urgente dimostra il fatto che tutta l'ordinanza sia, per le ragioni che ho indicato prima, inutile, almeno in parte. Un annuncio del nulla.

In realtà le cose non stanno così. Credo che ci sia, da parte dei nostri amministratori, una piccola dose di falsa coscienza e di memoria corta. L'ordinanza sul divieto di transito su via Netti è inutile ma soprattutto intempestiva. Si ha idea di cosa sia stata via Netti quando i lavori riguardavano solo piazza Garibaldi? Ho visto e fotografato macchine, furgoni, qualche grosso camion e (udite udite) un mezzo dei Carabinieri di Santeramo imboccare la via senza sapere che fosse senza uscita. Ve li immaginate questi mezzi, più di uno per volta, fare manovra per tornare verso piazza Di Vagno, o fare retromarcia, con altri mezzi di altri ignari automobilisti che a loro volta avevano imboccato via Netti? E tutto questo, spesso, soprattutto di sera, con una fila ininterrotta di automobili parcheggiate su un lato della via.

Io tutto questo l'ho documentato scattando delle foto che ho inviato, insieme a delle spiegazioni, ad assessori e consiglieri del comune di Santeramo. Vi parlate? Esiste nell'amministrazione una qualche forma di collegialità? Non era forse quello il momento giusto per emettere l'ordinanza unitamente alle previsioni per residenti e commercianti? Non è forse il caso che gli amministratori stiano di più a contatto con la gente e ne recepiscano i bisogni e le proposte?

In una risposta ad un commento su fb relativo ai lavori su via Netti il Sindaco scriveva:

Per quanto riguarda l'avviso ai residenti di inizio lavori vorrei ricordare che noi abbiamo iniziato la rigenerazione in piazza Garibaldi e che si sarebbe arrivati ovviamente in via Netti

Ovvio? Ovvio per chi? Anche per chi viene da fuori? Ci sono stati dei disagi e ho l'impressione, dal tono della risposta, che il Sindaco non ne colga la portata. Inoltre, l'ho già detto, sarebbe stata utile una tempestiva ordinanza sul divieto di transito su via Netti (con esclusione per residenti e operatori commerciali).

Un santermano su fb commenta il commento riportato sopra:

fosse per i residenti non si fa mai un cacchio in questo paese

Questa considerazione fa proprio tenerezza (e non lo dico con l'intenzione di offendere alcuno). Decenni di immobilismo delle amministrazioni sulla rigenerazione urbana (questa passione che la classe politica ha per la eufemizzazione!) per colpa dei residenti? Ma dove vive questa persona? Conosce un po' la storia politica e amministrativa di Santeramo?

Altro annuncio del Sindaco su fb:

Michele D'Ambrosio Sindaco

IN VIA ROMA QUESTA SERA, ISOLA PEDONALE.

IO CI SARO'!

INVITO I SANTERMANI E I FORESTIERI A DARE FORZA A QUESTI GIOVANI ED ILLUMINATI COMMERCIANTI!

ACCOGLIENZA CON MUSICA E BUONI PRODOTTI!

BRAVI!

RAGAZZI SIETE LA SPERANZA DEL NOSTRO CENTRO STORICO! SONO CON VOI!

Un santermano (immagino residente in via Roma alta) in un commento al post evidenzia alcuni aspetti critici: l'impossibilità per i residenti di raggiungere, negli orari di chiusura, il proprio domicilio al ritorno dal lavoro (per chi usa l'automobile); le difficoltà per anziani e disabili; l'assenza di uno sbocco per le automobili provenienti da via Diaz e conseguente retromarcia e ingorgo. Ho riportato il testo a memoria, non sono riuscito a recuperarlo per fare il mio copia-e-incolla.

In questo caso però l'obiezione sui residenti è valida. Perché essere così approssimativi? Se l'errore è reiterato (come ho, dal mio punto di vista, dimostrato prima) evidentemente la capacità di amministrare ha i suoi limiti. Forse i funzionari non danno il giusto supporto tecnico agli amministratori, forse si vogliono raggiungere risultati di forte impatto. Io non so dare una risposta, ma la capacità di programmazione degli interventi non mi pare ottimale.

E poi. Il tifo per i commercianti di via Roma da cosa scaturisce? Dal fatto che sono giovani? Che sono illuminati? Che sono forniti di buoni prodotti? Che non sono quelli di via Jacoviello?

Personalmente non ho niente contro tali gestori di attività di ristorazione. Anzi. Ci sono stato anch'io e mi sono trovato benissimo. Semplicemente non capisco il tifo del Sindaco e i suoi toni gridati.

In sostanza io penso che la realizzazione delle aree pedonali sia caratterizzato da improvvisazione e occasionalità, non ha il carattere di una iniziativa discussa, partecipata e programmata. Pertanto penso possa avere “poco futuro”. L'occasionalità è evidente in quanto si approfitta del fatto che zone centrali sono occupate da un cantiere e si emettono delle ordinaze inutili (come credo di aver dimostrato sopra). Si sbandiera il carattere definitivo delle varie ordinanze ma poi, se si va a leggerle nel dettaglio, riguardano il periodo estivo. Inoltre, a fronte delle contrarietà e del fatto che non si preveda da subito qualcosa per i residenti, la pedonalizzazione che cos'è, una punizione?

Un utente fb scrive:

Un sindaco non può farsi condizionare dalle esigenze o paure (seppur comprensibili) di pochi (vedi via iacoviello) ma deve guardare al bene di tutta la città e bisogna dare atto all'attuale che di coraggio non ne è assolutamente privo! Bravo Michele!

Un commento che mi fa sorridere. Ci sono esigenze legittime? Possono essere considerate legittime le esigenze che possono conciliarsi con ciò che, un po' faziosamente, è considerato il bene di tutta la città? Che c'entra il coraggio se si ignorano le esigenze, magari legittime, dei residenti delle aree pedonali? E se chi chiede a gran voce la pedonalizzazione spinta non sarà il primo, alle prime piogge, a chiedere il transito nelle aree pedonali con le auto? Qualcuno su fb lo evidenzia. Inoltre: a me residente di via Netti l'area pedonale (regolamentata) va bene, ma ad un operatore commerciale non va bene per niente in quanto ne risentirebbe pesantemente il suo reddito. Chi vale di più? Quanto conta invece il parere di un residente in via Matera? Dove sta il bene della collettività?

Altra cosa è mettere in piedi un discorso, e un lavoro, più serio in merito. Chi propone chiusure “a vanvera” pensa che nel centro storico si possa passeggiare, mangiare, bere, ma anche fare chiasso fino a tardi (personalmente non ne sono infastidito, riesco a riposare in qualsiasi condizione), sporcare in giro (come ha documentato lo stesso Sindaco). Questo durante le serate estive. Ma nel centro storico ci vivono persone normali che si spostano per andare al lavoro, che fanno la spesa, che hanno figli che vanno a scuola, ci sono disabili, ci sono esercizi commerciali “normali”. Tutto l'anno. Vogliamo svuotare il centro storico di questa “normalità” e, attraverso la rigenerazione, operare una sorta di “vetrinizzazione” ad uso e consumo di una movida giovanilistica serale?

Piccola digressione.

C'è una ampia letteratura in materia di geografia urbana e sociologia (Saskia Sassen, David Harvey, Edoardo Salzano, Alberto Magnaghi, Salvatore Settis, Tomaso Montanari, Paolo Berdini, cito solo alcuni autori di cui ho letto “qualcosina”) che spiegano e dimostrano come i centri storici riescono a sopravvivere in modo autentico solo in quelle realtà in cui residenti e operatori commerciali, in prima istanza, ne colgono lo spirito profondo e lo tengono vivo con una serie di atteggiamenti di “cura”. Del resto un centro storico ha senso se viene tutelato, se continua a trasmettere a chi lo vive o lo visita il proprio “senso antico”. Nelle realtà in cui è forte il radicamento autentico nel centro storico si può riuscire ad evitare le cosiddette “gentrification”. La gentrificazione è una operazione che, con la giustificazione di riqualificare quartieri centrali (ma popolari) delle grandi città metropolitane (il fenomeno ha avuto origine a Londra, attualmente avviene un po' in tutto il mondo), espelle da tali quartieri i residenti storici, a basso reddito, li “riqualifica” ottenendo il risultato di aumentare il valore immobiliare e quindi modificare la composizione sociale dei residenti. Vengono privilegiati residenti ad alto reddito, ma il quartiere smette di avere il suo “spirito profondo”. Ma rimaniamo alla dimensione santermana.

Fine della digressione.

Traffico, mobilità, pedonalizzazione sono cose piuttosto serie che hanno bisogno di persone preparate e dotate di una visione della città a 360 gradi e con una prospettiva a lungo termine. Chiudere perché c'è traffico è facilissimo, più difficile è progettare.

Mi sembra chiaro che il Sindaco non abbia, nel senso che non è chiamato ad avere, questa capacità. Del resto non credo sia sostenuto da funzionari illuminati. Al Sindaco chiedo di avere una idea complessiva di città e, nella situazione attuale, chiedo che sia capace di cambiare la città ascoltando i cittadini e chiedendo anche a loro di trovare le soluzioni. Al Sindaco chiedo, dentro il quadro del proprio programma di amministrazione, di saper rappresentare e conciliare le esigenze di tutti.

Le aree pedonali con le restrizioni più forti esistono un po' ovunque, ma in modo particolare nelle città ricche di un patrimonio storico-artistico importante e a forte vocazione turistica. Eppure è sempre prevista la possibilità di transito e sosta (quest'ultima variamente regolamentata) per mezzi pubblici, residenti, disabili, operatori commerciali e soggetti muniti di automezzi elettrici. Basta fare un rapido giro su internet e copiare un regolamento esistente, che male c'è? In tali casi l'avversità dei commercianti è mitigata dalla massiccia presenza dei turisti che spendono (che brutta immagine ho evocato! Ma la realtà a me pare stia in questi termini). Ma Santeramo che esigenze ha?

La pedonalizzazione a mezzo di ordinanze, senza approvazione di un regolamento organico, è giustificata dall'urgenza. Ma l'urgenza può riguardare solo il divieto di sosta in zone di “pregio” e non la pedonalizzazione per la quale servirebbe un regolamento. Ma per il regolamento ci vuole una delibera di Giunta, o una discussione in Consiglio comunale? O sbaglio? E qui cade a fagiolo il mio ragionamento sull'assenza di collegialità (e partecipazione ai cittadini) nell'attività di amministrazione.

Io penso non sia opportuno improvvisare e vedere come va.

2. L'inversione del senso di marcia su via Jacoviello e la discussione su facebook

In merito all'inversione del senso di marcia di via Jacoviello non ho molto da dire. Sono sostanzialmente d'accordo con le osservazioni tecniche del coordinamento dei commercianti di via Jacoviello. L'inversione è secondo me una scelta scellerata per una quantità infinita di evidenze.

- La rottura di un anello (quasi) perfetto che cinge (in un senso unico coerente) tutto un “cuore esteso” della città e consente la distribuzione del traffico nelle varie zone.

- Il traffico che si riverserà su strade non adatte a sopportarlo (magari si riverserà anche su strade su cui insistono edifici scolastici).

- La necessità di realizzazione di tutta una segnaletica che temo non riuscirà a gestire il deflusso del traffico in modo efficace e non riuscirà a tutelare le strade su cui sono presenti delle scuole.

- Last but not least: il decentramento delle fermate degli autobus extraurbani.

Personalmente sono favorevole alle zone pedonali (regolamentate) e credo sia davvero opportuno ridurre il traffico in generale e quindi ridurre l'inquinamento.

L'inversione del senso di marcia in via Jacoviello mi sembra sia, fra le cose sulle quali ho ragionato, la più grave, dannosa e scellerata. Rischia di diventare una scelta ridicola. Ecco perché (dal mio punto di vista).

Con tale scelta penalizzo tutti (peggioro il traffico, non riduco l'inquinamento, decentro le fermate degli autobus, raccolgo l'ostilità dei commercianti interessati) e non raggiungo alcun obiettivo valido.

Non adotto soluzioni per disincentivare il traffico privato e peggioro la qualità di un servizio pubblico. Questa volta voglio gridarlo anch'io: SERVIZIO PUBBLICO!!! Anche ai Fori Imperiali, con l'Amministrazione Marino, è stata ampliata la zona pedonale, ma naturalmente non riguarda i mezzi pubblici. Opportuno, a tal proposito, riportare il tutto alla giusta scala, siamo a Santeramo!

Santeramo è una città collinare nella quale non è tanto semplice incentivare la mobilità “dolce” pertanto la distribuzione piuttosto omogenea delle fermate degli autobus extraurbani consente di realizzare un servizio abbastanza soddisfacente. Ma con l'attuale percorso degli autobus in partenza da Santeramo ci si rende conto di quanta parte di area urbana resta esclusa dalla fruizione di una fermata ragionevolmente vicina? Quindi in sostanza cosa si ottiene? Un ricorso più frequente all'automobile per il tratto casa-fermata? E poi: dove parcheggiare l'automobile? Alla fermata che utilizzo per la partenza o a quella del ritorno? È la stessa o sono distanti tra di loro? Quindi uno degli effetti sarebbe forse quello di incentivare l'uso del mezzo privato. Ma non si era detto che sarebbe necessario, urgente, disincentivarlo? Perché penalizzare gli utenti del servizio pubblico?

Mi sembra che sia un gioco a somma negativa, ci perdono tutti, che senso ha? Grido anche questo: NON FATE GIOCHI A SOMMA NEGATIVA!!!

Ma il gioco è a somma negativa assoluta nel senso che ogni soggetto ottiene un risultato negativo e la somma complessiva è negativa. Non vedo la possibilità che ci sia qualche soggetto con risultato positivo e altri con risultato negativo e, alla fine, una somma negativa.

Quindi la domanda non è peregrina: chi ci guadagna? Sarebbe bello trovare, da qualche parte, una risposta. E non mi si dica che si tutelano gli alberi della villa! Se il traffico lo sposti, di fatto, da via Jacoviello a via Giovanni XXIII gli effetti dannosi dell'inquinamento ci sono comunque. Non mi si dica neanche che solo così si può realizzare l'area pedonale. La pedonalizzazione, regolamentata come dicevo sopra, si può realizzare comunque, senza “cacciare” via gli autobus del trasporto pubblico. E poi: non vedo perché si debbano favorire commercianti, ristoratori e gestori di bar di via Jacoviello e penalizzare tutto il resto della popolazione. Credo si possano ottenere entrambi gli obiettivi.

Dal mio punto di vista l'urgenza massima è disincentivare il traffico privato. Ma per immaginare degli interventi bisogna avere dati, elementi certi, studi tecnici. Non è opportuno improvvisare.

Le soluzioni, quelle ragionevoli, ci sono. Vanno cercate, le hanno i cittadini che vivono la città quando hanno la possibilità di discutere insieme. I cittadini possono diventare una risorsa perché vivono la città secondo punti di vista diversi, anche quelli che su fb esprimo idee “estreme” sui pedoni a Santeramo. Vi sembra una soluzione banale? A me sembra una soluzione “rivoluzionaria”, nel senso che rivoluziona il modo imperante di governare le città. Complicato è trovare il modo di consultare e tenere in considerazione i cittadini. Ma se si continua a trascurare il nodo di una democrazia davvero partecipata dal basso, di una democrazia assembleare, se si continua a lasciare nelle mani di Beppe Grillo gli slogan che ruotano intorno a tali principi (a me pare che che la democrazia dal basso grillina attuata attraverso forme di democrazia digitale sia sostanzialmente una specie di burla), non avremo né il rinnovamento autentico del personale politico, né un rinnovamento delle pratiche politiche.

A me sembra chiaro: le fermate degli autobus devono tornare in centro e il senso di marcia di via Jacoviello deve restare quello di sempre.

Infine. Confido nel Sindaco che su fb scrive:

DOBBIAMO PERCORRERE STRADE NUOVE, VERIFICARE.

E SE NON VANNO, PERCORRERNE ALTRE

Le mie, ma solo le mie, brevissime conclusioni

Credo sia imprescindibile la necessità di trovare un modo di consultare i cittadini, almeno sulle questioni che hanno una ricaduta immediata sulla vita di tutti i giorni di ognuno, e di confrontarsi con loro. È evidente che su questioni estremamente tecniche si demanda a coloro a cui si è affidato il compito di amministrare. Poi, alle elezioni, ognuno esprime anche un giudizio sulla amministrazione uscente. Del resto il confronto, possibilmente pacato e argomentato, rasserena, chiarisce i punti di vista, supera ogni forma di dietrologia, cancella i preconcetti (almeno questa è la speranza). Ma mi pare evidente che la qualità del confronto (e delle forme di consultazione) dipende dalle modalità con cui lo si realizza. Ho l'impressione che facebook non si presti molto.

Io non credo che le scelte di una amministrazione comunale debbano necessariamente attenersi a quanto emerso da una consultazione (o confronto), si può anche andare oltre. Ma se si va oltre bisogna essere capaci di spiegarne le ragioni, bisogna saper essere autorevoli, bisogna avere presente un progetto di città talmente bello (e possibile) da voler correre il rischio di andare contro i pareri della cittadinanza.

Avevo pensato, inizialmente, di completare questo testo con una terza parte che includesse alcune mie valutazioni squisitamente politiche (intendevo spiegare perché, secondo me, la politica è morta). Mi hanno fatto notare che, probabilmente, non importa a nessuno. Credo abbiano ragione.

Avevo pensato, inizialmente, di trovare il modo di far pubblicare questo testo su fb. Mi hanno fatto notare che, sicuramente, è troppo lungo, gli utenti fb sono abituati (soprattutto se si utilizza uno smartphone per la connessione) a leggere testi brevi, di cui si coglie al volo il nòcciolo. Hanno ragione. Del resto io non frequento alcun social network, non sono abituato, non ne conosco le regole. Inoltre mi ritrovo ad avere un'indole piuttosto riflessiva che si adatta poco alla istantaneità di fb. Allora ho pensato: il testo lo invio per posta elettronica al sindaco, forse agli assessori, a qualche consigliere comunale, agli organi di stampa on-line e a qualche amico curioso.

Chiedo scusa a tutti quelli che possono sentirsi offesi da quanto ho scritto. In primo luogo al Sindaco e agli Assessori. Non è mia intenzione. Ma alcune argomentazioni devono avere una certa forza.

Io credo nel concetto di conflitto, quello dialettico, quello che vede confrontarsi interessi legittimi ma opposti. Del resto alcuni filosofi sostengono che una delle ragioni per cui tanta gente si allontana dalla politica, si rinchiude nel privato, deriva proprio dal fatto che la nostra società (i nostri governi) cancella i luoghi del conflitto, rompe i legami sociali, impedisce la creazione di gruppi che si aggregano intorno a degli interessi e si contrappongono ad altri. La perdita del conflitto sarebbe all'origine dello scadimento della qualità e della vitalità della nostra democrazia.

Personalmente cercherò di tutelare i miei interessi, in quanto (credo e spero) legittimi, in ogni sede con mezzi legali e trasparenti. Cercherò, nei limiti delle mie possibilità, di farlo mettendo insieme tutti quei soggetti che si considerano portatori di un interesse come il mio e, quindi, di non perseguire un fine meramente egoistico.

 

Cordialità

Raffaele Paradiso 

 

Commenti  

 
#1 Giovanni Porfido 2015-08-13 11:15
Bravo!! Bell'Articolo.
 

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