Domenica 22 Ottobre 2017
   
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Contro il decoro

CASSONETTO-MIO 1 

 

Negli ultimi mesi il paese è al centro di una vera e propria campagna di denuncia volta ad evidenziare lo stato di degrado.

 

 

 

I quotidiani e i politici locali, pur di inseguire in modo acritico l'onda di quell'indignazione di pancia che se assecondata, nel breve termine, consegue ampi consensi, si sono dotati quasi stabilmente di sezioni predisposte a documentare il declino della città.

 

 

 

A sostegno dell'esasperazione dei cittadini è stata creata una linea diretta con la situazione rifiuti. Chiunque può ritrarre i cassonetti debordanti, i marciapiedi, lo stato delle strade e pensare di aver compiuto un'opera di mobilitazione civica.

 

 

La situazione del degrado, apparente o effettivo, viene nella maggior parte dei casi, imputata all'amministrazione e in una chiave di lettura ancora più semplicistica, al primo cittadino.

 

Nella semplificazione dialettica e concettuale appare evidente, dai confronti politici su facebook, che il degrado o il decoro sono, per molti, i principali indicatori dello stato di salute dell'amministrazione. E nel gioco delle competenze e responsabilità, per chi tende a strumentalizzare ogni difficoltà, un primo cittadino non in grado di garantire la pulizia delle strade è inefficace e deve andare a casa. O provare a restituire un buon livello di decoro al paese.

 

Nel libro più importante di Tamar Pitch, ordinario di filosofia e sociologia all'università di Perugia, "Contro il decoro" (Laterza 2013) si legge: "nel dizionario, la prima accezione di decoro è complesso di valori e atteggiamenti ritenuti confacenti a una vita dignitosa, riservata e corretta, ma anche dignità che si manifesta nell'aspetto e nel contegno". Seguendo ed interpretando tale definizione, il decoro valuta l'apparenza della cosa e non il suo reale funzionamento.

 

Agli inviti indecorosi di una parte dell'opposizione e cittadinanza all'abbandono, l'amministrazione risponde con interventi tangibili di decoro lungimirante, creando zone pedonali, riportando alla luce il vecchio basolato in pietra del centro storico, restituendo la piazza ai cittadini, snellendo il traffico urbano al fine di ridurre lo smog. Tutte azioni di decoro funzionale e non apparente.

 

Soluzioni che nell'immediato potrebbero sembrare non necessarie. In realtà non è indispensabile un approccio superficiale al problema che crea soltanto facile sdegno e recriminazione non obiettiva.

 

Nell'urgenza che mai risolve, ma tampona è necessaria una partecipazione responsabile e propositiva dal basso, che qualsiasi amministrazione dovrebbe incentivare, (la legge n. 164 del 2014 ha introdotto la possibilità del cittadino di intervenire sulla riqualificazione urbana in cambio di sgravi fiscali da parte del Comune) senza la paura e rammarico del cittadino-suddito e della collaborazione come supplenza. Ottime le iniziative private che gestiscono e si prendono cura del verde pubblico (Piazza Berlinguer, Nuzzi e Don Nicola), lodevole l'intervento dei bambini sulle aiuole in via della Libertà, eccellente la campagna di sensibilizzazione ed educazione di Legambiente e Comune alla raccolta differenziata. Questi veri esempi di mobilitazione civica, perché a Santeramo non serve una vetrina, ma una cura radicale e tempo.

 

 

 

 

 

 

 

Commenti  

 
#3 annabella addabbo 2015-08-10 14:26
Caro Antonio, mi spiace leggere una denuncia di banalizzazione, quando lei riporta la sinossi e la quarta di copertina del libro. Mi sembra non sia superficiale la mia analisi, ma offriva spunti di riflessione, che non accusano nessuno oltre una carenza, palese e obiettiva, di senso civico di tutti. Il decoro superficiale cui si aspira chiedendo forme urgenti di intervento, che sono le stesse che lei trova nel libro qualora voglia leggerlo, non sono assolutamente sufficienti a risolvere nessun problema. LA mia analisi forse filosofica, sicuramente non pragmatica ha radici in un'appartenenza politica che è mia, confinarla nel radical chic mi sembra banale e prevenuto. Quali siano i problemi che la vita mi ha dato modo di conoscere esulano dall'analisi che mi sono sentita in diritto di proporre. Grazie buona giornata. Evitiamo giudizi personali, se possibile.
 
 
#2 MarcoAntonio 2015-08-09 14:50
Inoltre Gent.le Sig.ra Addabbo le voglio ricordare il pensiero di Tamar Pitch, che lei ha menzionato,il cui libro è "Contro il Decoro", ma ha dimenticato il sottotitolo:"L'uso politico della pubblica decenza" Le ripeto che lei ha riportato e interpretato una frase del libro che consta di 90 pag. Le riporto una breve recensione sempre del medesimo libro: Decoro è termine che viene utilizzato per significare con diversi modi un comportamento. Ma i RICCHI e i POTENTI non hanno bisogno d'imporsi REGOLE DI DECORO. Anzi il loro VALORE si manifesta in uno stile di vita che esibisce l'assoluta NONCURANZA verso i LIMITI IMPOSTI A TUTTI GLI ALTRI. Dove l'INDECENZA è ciò che conviene ai Potenti, il Decoro è ciò che viene proposto e IMPOSTO a un CETO MEDIO, IMPOVERITO E IMPAURITO.
Il Decoro divide tra Per-Bene e Per-Male e funziona solo per ottenere CONSENSO.
Il Decoro giustifica Politiche Nazionali e Locali, volte a tenere a bada i Giovani e la gente e ad indirizzare Paure e Scontento.(T.Pitch)
Sig.ra Addabbo le consiglio di rileggersi più attentamente questo libro prima di avventurarsi nuovamente in "Demagogia" spicciola.
 
 
#1 MarcoAntonio 2015-08-09 14:27
Sig.ra Addabbo,il suo scritto "demagogico" mia lascia molto perplesso. Chi stabilisce cos'è il "Decoro?" Chi stabilisce cosa sia giusto o sbagliato? Lei cita T.Pitch, che in pratica cerca di dare una spiegazione tra "L'ESSERE" e "L'APPARIRE", che lei banalizza esprapolando una frase dal suo libro. E poi se non è il I° cittadino responsabile di una buona amministrazione, di chi è la responsabilità? Sicuramente la colpa è sempre dei cittadini, interpretando il suo pensiero! E poi mi dice cos'è la "Lungimiranza?" Secondo lei è non ascoltare il parere dei cittadini? Lungimiranza secondo lei è creare isole pedonali a vantaggio di alcune attività e a discapito di tante altre? Lungimiranza per lei è togliere un po di smog e snellire il traffico dal centro e poi inquinare e intasare il traffico in prossimità di scuole e asili?
Mi dice qual'è il confine tra LUNGIMIRANZA e IGNORANZA?
Io credo che lei appartenga a quella categoria di persone di sinistra Radical-Schic a cui piace parlare di Utopie e Filosofia Politica senza conoscere i reali problemi di gente che si alza alle 5 di mattino per lavorare. Inoltre le ricordo che per quanto riguada il "Decoro" pubblico del verde cittadino, ben vengano iniziative private, ma non dimentichi che noi paghiamo TASSE, al suo I° cittadino, più che "DECOROSE"
 

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