Domenica 22 Ottobre 2017
   
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Report sulla differenziata

rifiuti 

 

Circa due mesi fa prendeva il via la campagna di sensibilizzazione per la raccolta differenziata dei rifiuti nel comune di Santeramo.

Difatti, sono stati organizzati diversi incontri presso scuole elementari, scuole medie e parrocchie, con contestuale affissione di locandine informative e pubblicazione di comunicati su web-magazines e sul portale ufficiale del Comune di Santeramo

Tale attività di sensibilizzazione fa parte delle cd. “best practices”, ovvero quelle buone prassi da seguire al fine di ridurre i rifiuti e migliorare la raccolta differenziata.

Ci si poneva l’obiettivo di raggiungere nel mese di giugno il 22% di raccolta differenziata. (ovvero un incremento del 7% rispetto al dato di novembre 2014).

Ciò, unitamente alle buone prassi, avrebbe consentito al Comune di Santeramo una  riduzione dell’ecotassa per gli anni 2014/2015 e cioè un minor esborso di circa euro 200.000 per anno.

Vediamo quindi come è andata, leggendo i dati sui quantitativi di raccolta differenziata raggiunti  nel nostro Comune, pubblicati sul sito della Regione Puglia.

Giugno 2015:                   13,60%

Lo si confronta con i dati dei mesi precedenti:              maggio 17,10%

                                                                                        aprile  14,18%

nonché con il dato di                                     novembre 2014    15,05%.

 (preso a riferimento dalla legge regionale sull’ecotassa )                                                                               :                  

È di tutta evidenza come si sia avuto un risultato decisamente negativo.

Perché dunque l’attività di sensibilizzazione non ha portato ai risultati attesi?

Eppure le buone prassi (cd. best practices) sono la codificazione di esperienze e progetti di qualità realizzati sul territorio, ampiamente testati e perciò funzionanti.

Ma, evidentemente, perché quelle buone prassi funzionino, occorre la presenza di ulteriori elementi.

Occorre, cioè, che tutte le fasi della gestione dei rifiuti vengano svolte in modo corretto ed efficiente. A partire dalla corretta e puntuale raccolta dei rifiuti differenziati presso i relativi cassonetti, passando per il corretto conferimento agli impianti di recupero, fino al controllo  su tale operato.

Ipotizzando che la campagna di sensibilizzazione non sia servita a nulla - e se così fosse si andrebbe a stravolgere il ruolo di comprovata efficacia  che le buone prassi (best practices) rivestono - come mai abbiamo addirittura registrato un decremento di tre punti e mezzo nelle percentuali di differenziata rispetto al mese di maggio?

Improvviso impigrimento della popolazione?  

O piuttosto, bisognerebbe prendere atto che l’intera catena manchi di qualche anello?

Sicuramente traballante appare quello della separazione in casa dei rifiuti. Infatti, è sotto gli occhi di tutti la mole di rifiuti differenziabili (cartone, plastica, vetro, pneumatici, elettrodomestici, etc etc) che vanno a finire nell’indifferenziato, se non,  peggio,  abbandonati nelle campagne.

Ma altrettanto, indubbiamente, traballanti o mancanti appaiono quegli anelli che rappresentano assunzioni di responsabilità da parte del gestore e dell’amministrazione nel garantire che il differenziato resti tale, senza veder vanificati gli sforzi di chi rispetta gli obblighi normativi e l’ambiente in cui vive.

E comunque resta un dato di fatto, amaro: questo risultato è una sconfitta per tutti.

Abbiamo perso in termini ambientali, sociali ed economici, come comunità intera, amministrati e amministratori.

E questo dovrebbe portare non solo ad un’attenta riflessione, ma anche a porre in essere con fermezza e tempestività i necessari rimedi.

È doveroso farlo perché così abbiamo mancato l’importante obiettivo, quello della riduzione dell’ecotassa per gli anni 2014/2015, con tutto ciò che ne consegue.

È doveroso farlo, in generale, per rispetto della legge e dell’AMBIENTE (“bene collettivo, patrimonio di tutta l’umanità e responsabilità di tutti”, Enciclica Laudato si).

 

In quest’ottica, la Consulta Comunale per l’ambiente e le associazioni ambientaliste ivi rappresentate cercano di offrire il proprio volontario contributo. In particolare sul tema della differenziata oltre alla gestione e partecipazione agli incontri di formazione, sono state avanzate alcune proposte su cui si tornerà a parlare in questa sede.    

Tuttavia, affinchè quelle proposte possano prendere corpo e più in generale la tutela dell’ambiente diventi davvero un qualcosa di sentito, partecipato e concreto occorre seriamente cominciare a lavorare in sinergia.

Occorre cioè: maggior dialogo e confronto con le istituzioni; maggiore chiarezza su falle manifestatisi, maggiore diffusione di informazioni e maggior coinvolgimento della popolazione su tali tematiche, nonché il superamento definitivo di un’impasse strutturale dell’ufficio ambiente, come ufficio di raccordo e collegamento.

Perché non vogliamo che si ripetano certi fallimenti, a fronte di impegno, tempo, energie e dedizione offerti da chi  concretamente si adopera, a titolo di volontariato, con costanza e passione  per la salvaguardia dell’ambiente.

            Maria Anna Labarile

(Presidente Consulta Comunale per l’Ambiente)

Consulta comunale per l’ambiente

 

Commenti  

 
#4 MENEFREGHISMO 2015-07-13 16:30
CREDO CHE MANCHI ,SOPRATTUTTO, DA PARTE DEL COMUNE E DELLA TRADECO,LA SINERGIA PER FARE EFFETTUARE REALMENTE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA.cERTO I CITTADINI ,FORSE, SONO DISTRATTI, MA IL COMUNE NON CONTROLLA E LA TRADECO NE' PULISCE BENE LE STRADE E,FORSE,NEPPURE RACCOGLIE DIRRERENZIATAMENTE !
 
 
#3 giuseppe molinari 2015-07-13 08:24
se i bidoni per la differenziata sono sempre pieni,come fanno i cittadini a dare una mano? Michele D'ambrosio sindaco vai a casa che è meglio.
 
 
#2 roby 2015-07-11 17:48
consulta comunale per l'ambiente.... qui qualcuno dovrebbe ammettere che questa amministrazione fà acqua da tutte le parti, sono solo buoni a scaricare le colpe!
 
 
#1 santermano 2015-07-11 13:59
Lavoro a Cassano.
C'è bisogno che aggiunga altro?
Fino a due anni fa c'era lo stesso problema e gli stessi tentativi di soluzione. Loro (i cassanesi) non sono migliori di noi in quanto a pigrizia etc.
Ora sono al 65% circa.
Senza il "porta a porta" è ma-te-ma-ti-ca-men-te (e antropologicamente dalle nostre parti) impossibile schiodarsi da certe percentuali.
 

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