Sabato 16 Dicembre 2017
   
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Un'altra cultura

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Con l’avvento a segretario del PD, nonché a Presidente del Consiglio, Renzi con il suo partito prima, e il presidente Berlusconi di Forza Italia poi, sembra abbiano creato un tacito accordo di non belligeranza tra  le Dirigenze nazionali delle due principali forze politiche  e i  notabili e cacicchi locali , specialmente nell’Italia meridionale. Questa situazione non è soltanto un problema morale,ma è politico, le cui cause sono molteplici e di difficile soluzione. Intanto è opportuno sottolineare che il Governo Renzi (escluso Alfano) non ha voluto nominare nessun Ministro del sud. Probabilmente perché non abbiamo politici meritevoli o, forse, perché ha ritenuto di non invadere il terreno dei capi zona del suo partito, che guidano un folto coacervo di potentati locali; il cui compito è quello di coltivare l’orto dei voti ,con i soliti arnesi atavici, ma sempre efficaci : quelli clientelari. Ma, anche perché, forse, il dinamismo prorompente di Renzi, anche se non immune da un viluppo di errori e di un’arroganza impertinente, è per i parlamentari del sud troppo veloce, faticoso e molto impegnativo.                                                                                                                            

Ormai la questione meridionale è stata completamente abbandonata , e l’unica eccezione è l’utilizzo  dei fondi UE, che, peraltro, sono gestiti dai burocrati romani.   Si ha la netta impressione che i politici meridionali , ormai appartenenti ad un’altra epoca,si stanno impegnando affinché l’Italia meridionale diventi una Colonia  del Nord. Anche per questo il nostro sud è diventato orfano di tutto: di idee, di progetti e, soprattutto, di una classe politica con un peso nazionale, che comprenda, desidera e sappia risolvere i problemi della gente. Nonostante un tale marasma, i molti superstiti, tra cui quei tenaci e intraprendenti imprenditori privati e i loro dipendenti, si dimenano con tutte le loro forze,per non affogare.                                                                                                                     

La situazione della nostra Puglia , nel momento in cui il Governatore  Vendola, dopo un decennio, si appresta a lasciare, è alquanto equivoca. In questi anni il Consiglio Regionale ha prodotto diverse normative egregie e apprezzabili , e altre negative. Alcuni  esempi : La legge dei bollenti spiriti,il finanziamento  alla Ryanair, iniziative promozionali per lo sviluppo del turismo, la creazione e gli incentivi alla Apulia Film Commission,l’avvio e il finanziamento degli Start –Up. Questi provvedimenti ,ebbene sottolinearlo, hanno sortito un grande risultato : un’incessante e positiva pubblicità della Puglia nel mondo intero. Il preventivato “ ritorno”  per creare  occupazione e ricchezza,  è stato scarso e disarticolato per la mancanza di idonee infrastrutture. In altri termini è mancato il pragmatismo ,e si è pensato, come d’altronde accade spesso nelle decisioni politiche,più ad apparire e a sfilare ,che ad organizzare interventi strutturali , come  la formazione, la ricerca,che avvicinerebbero la nostra cultura verso e per il lavoro e l’impresa. L’ emorragia che obbliga i nostri giovani all’esilio continua a sanguinare e non potrà essere rimarginata, fino a quando la politica non inizierà seriamente ad occuparsi dei problemi dei cittadini,invece di difendere le cricche dei predoni e dei loro amici.                                                                           

Auspichiamo che il Prossimo Governatore, partendo da tutto ciò che di buono ha elaborato Vendola, si attivi e metta al centro della sua agenda i bisogni dei cittadini e, specialmente, di quelli meno abbienti. Per tentare di raggiungere tale traguardo il nuovo Presidente della Regione Puglia dovrà circondarsi di veri tecnici capaci ,e non di faccendieri; di esperti managers bravi a trovare soluzione ai problemi, e non di burocrati parassiti. La Puglia ha una necessità impellente di uscire dal suo stato di eterna incompiuta, di crescere e diventare economicamente, civilmente e socialmente autonoma. Tutto ciò si potrà ottenere, lo ribadiamo, con leggi strutturali e non assistenziali.                                                                                                                        La Regione Puglia per rendersi artefice dello sviluppo immediato del nostro territorio , dovrà affrontare e risolvere, con sollecitudine, le seguenti tematiche.                                                                                                                                          

  •   dotare i giovani di una formazione per una cultura del lavoro e dell’impresa.
  • -Investire, anche con la partecipazione di altri Enti e/o Stato,molto nella ricerca.         
  • -Stimolare le banche a divenire delle vere imprese, investendo nelle e con le altre aziende. Invece di vivere di rendita ,come avviene oggi.                                                                 
  • Trovare una soluzione immediata , anche con l’aiuto dello Stato, per la soluzione del recupero credito. Questo problema è la vera croce  e il principale colpevole della chiusura di tante piccole aziende e, purtroppo anche spesso, causa di suicidi di tanti piccoli imprenditori.                                                                                                                          

 Il nuovo Governo della Regione dovrà rimboccarsi le maniche e lavorare intensamente per rendere la vita dei pugliesi più giusta, più equa e, soprattutto più virtuosa. Necessariamente noi cittadini dobbiamo affidarci ai politici, ma avremo l’obbligo di stare con il fiato sul loro collo, affinché  lavorano alacremente e risolvano i problemi in modo strutturale, per il futuro delle nuove generazioni e il benessere di tutta la popolazione.

 

 

Fabrizio Labarile 

 

Commenti  

 
#2 è ora. 2015-04-30 09:00
Più che altro sembra un discorso campato in aria.
Vendola non ha lasciato "una regione incompiuta" i cui cittadini devono affidarsi al "politicante" di turno.
Vendola ha incarnato la maggioranza dei pugliesi che 10 anni fa vollero PARTECIPARE alla nuova costituzione della propria regione.
Il duo Fitto-Palese lasciò debiti (il più famoso e ancora non estinto legato al prestito presso Merril Linch dove "per propria ammissione" non sapevano cosa c'era scritto perchè in inglese) e non fu capace di drenare i fondi UE (non arrivavamo al 20%, per colpa anche della precedente giunta Di Staso, di quel tanto che potevamo spendere) che all'epoca erano a noi destinati perchè regioni Obiettivo 1.
Attraverso Vendola abbiamo recuperato tutto quello che c'era da recuparare prima di lasciare la palla ai nuovi arrivati dell'Europa dell'Est (dal periodo 2014-2020 siamo in obiettivo convergenza).
Ne abbiamo le scatole piene dei nostalgici che vorrebbero tornare a vedere persone piazzate sulle poltrone perchè " ... Il nuovo Governo della Regione dovrà rimboccarsi le maniche e lavorare intensamente per rendere la vita dei pugliesi più giusta, più equa e, soprattutto più virtuosa ..."
I pugliesi siamo noi, per 10 anni ci siamo costruito il nostro futuro e vogliamo continuare a farlo!
P.S. il tono dimesso, lagnoso, nostalgico e forse depresso di cui è impregnata la sua perorazione, mi fa pensare ad una "stanchezza" politica che poteva elaborarsi in sé. Spazio a chi a voglia di continuare a costruire la propria regione!
 
 
#1 acca 2015-04-28 20:13
Voglio far notare che il Sud e' una colonia del Nord dal 1860, e non da pochi anni... Anzi, e' diventata in tutti i sensi la sua pattumiera, mentre il "felice" Nord a sua volte e' diventato il sud dell'Europa del Nord...
 

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