Domenica 22 Ottobre 2017
   
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Libera chiarisce alcune inesattezze sul suo conto

libera 

Riceviamo e pubblichiamo

 

Il presidio LIBERA di Santeramo registra con amarezza alcune parole che circolano sui mezzi d'informazione e social network, tra cui quelle del consigliere Riviello, a seguito delle nostre recenti attività, perché inficiate da evidenti lacune informative.

LIBERA a Santeramo non nasce “improvvisamente”. Un embrione dell’attuale presidio è infatti presente, sul territorio santermano, sin dal dicembre 2013, dopo un percorso di formazione dei suoi  componenti. Tuttavia già dal 2009  il nucleo fondante il presidio collaborava alla Carovana Antimafie, ricordiamo a tale proposito la tappa presso l'oratorio dei Salesiani:    (http://oradonbosco.donboscoalsud.it/news/276/Antimafia-un-passo-anche-a-Santeramo-.aspx).

Il presidio di Libera di Santeramo è il riferimento territoriale di una organizzazione nazionale storicamente affermata (siamo nel ventennale dalla sua fondazione), tanto da essere largamente riconosciuta, ai vari livelli istituzionali, come interlocutrice autorevole per quanto riguarda il contrasti ad ogni forma di illegalità e di criminalità organizzata.

E’ necessario, inoltre, eliminare qualsiasi dubbio e disvelare le ombre che si son volute porre sul bene confiscato e sul nostro gruppo di volontari. Chi ha seguito le fasi pubbliche riguardanti il bene in contrada Chiancaro sa che i referenti regionali di Libera hanno dato il loro contributo portando a Santeramo l'esperienza acquisita sui beni confiscati in tutta Italia.

Libera ha chiarito sin da subito che NON parteciperà in alcun modo al futuro bando di gestione, infatti Libera non gestisce direttamente i beni confiscati, ma promuove, in collaborazione con l'Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, le Prefetture e i Comuni, i percorsi di conoscenza e sensibilizzazione sul riutilizzo dei beni stessi.

Approfittiamo dell'occasione per commentare un precedente e ulteriore tentativo del consigliere Riviello di sminuire la nostra presenza sul territorio: non dovremmo nemmeno motivare il perché un'associazione, che opera nel campo del contrasto alla criminalità, sia chiamata ad un tavolo dove si parla, per l'appunto, di criminalità. Ad ogni modo, noi non entriamo in merito alle scelte delle strategie amministrative ma gradiremmo non essere strumentalizzati per scopi politici o elettoralistici.

Ci auguriamo un maggior rispetto nei confronti di tutti coloro che stanno cercando di portare avanti, con sacrificio, la cultura della legalità e che non meritano una serie di insinuazioni così gratuite.

Siamo fiduciosi che coloro che nutrivano perplessità abbiano potuto comprendere i motivi delle nostre puntualizzazioni e siamo consci che con un po' di dialogo e partecipazione si potranno evitare altri spiacevoli episodi.

Siamo un'associazione libera, apartitica, autonoma e APERTA a tutti. 

 

Commenti  

 
#1 Abaco 2015-04-05 21:12
Il fatto sconcertante è che ai tavoli erano presenti 3/4 associazioni e nessuno della giunta
 

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