Mercoledì 18 Ottobre 2017
   
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“Dalla Provincia all’Area Metropolitana: il cambiamento”

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Si è svolto lo scorso sabato, 14 marzo, presso la Biblioteca Comunale del Comune di Turi, l’incontro pubblico “Dalla Provincia all’Area Metropolitana: il cambiamento”, voluto dai consiglieri comunali moderati Rocco Birardi e Fabio Topputi, e moderato dal giornalista direttore responsabile del network “La Voce del Paese” dott. Nicola Teofilo.

Apre l’incontro il sindaco di Turi Menino Coppi, il quale ha subito affrontato l’importantissimo tema della Città metropolitana, “partita un po’ in sordina”. “Bari è certamente la città leader – spiega – ma i nostri comuni ne costituiscono un valore aggiunto. Noi abbiamo un territorio, una storia, che dobbiamo valorizzare”.

Dopo gli interventi di Birardi, Topputi e di Emanuela Resta, “madrina” degli esponenti “moderati” turesi, che hanno dato così vita al gruppo di riferimento renziano e “michelaiano” di Turi (voteranno compatti per Emiliano alle prossime regionali), prendono la parola ospiti di grande rilievo, intervistati da Teofilo davanti a un folto pubblico.

Per primo, interviene il dott. Matteo De Marinis, dirigente della Prefettura di Bari e promotore di un’organizzazione che sta prendendo sempre più piede nei territori del barese, il Movimento Rivoluzione e Sviluppo Metropolitano, che nasce principalmente con lo scopo di creare informazione di fronte a un oggetto ancora sconosciuto dai cittadini, quale, per l’appunto, la Città Metropolitana. “Il movimento nasce soprattutto all’interno dell’Università” – fa notare De Marinis – “Abbiamo cercato di mettere insieme un gruppo di pensatori per fare dell’attività politica legata alla risoluzione dei bisogni e dei problemi dei cittadini. È su questo che stiamo puntando”. Il Movimento, che ha già alle spalle varie iniziative ed eventi, ne ha previsti due per le prossime settimane: il primo, il 18 aprile, si occuperà di affrontare un argomento spinoso, quello della sanità, grazie anche alla partecipazione di personalità di rilievo. La manifestazione sarà organizzata in collaborazione con l’Università di Bari, che festeggerà i novant’anni dalla sua nascita. Successivamente, l’11 maggio, ci sarà un altro incontro che riguarderà i moderati. Invito la gente– conclude De Marinis – che vuole dare il proprio contributo legato al concetto di politica nel senso puro, ad avvicinarsi al movimento attraverso Onofrio Resta”.

Giuseppe Valenzano, consigliere delegato ai Servizi Sociali e Formazione Professionale, viene presentato come “assessore” metropolitano, anche se tecnicamente non è così. “La Città metropolitana – osserva nel suo intervento – sembra ai più un’entità sconosciuta, estranea al cittadino. Probabilmente per via di una elezione non diretta dove i cittadini non hanno preso parte, vuoi perché anche molti assetti non sono definiti, resta un’entità sconosciuta, distante dai cittadini. È chiaro che ci sono molti aspetti che sono prioritari e che vanno tutelati. Uno tra questi è la creazione di un sentimento metropolitano: non esiste più Bari con la periferia, ma esiste la Città Metropolitana di Bari, dove ci sono una serie di comunità spinte da relazioni economiche e sociali importanti e di stretta connessione. La periferia di Bari continua a crescere perché molti cittadini preferiscono andare a vivere nelle periferie ed è chiaro che tutti questi aspetti sono sacrosanti e vanno tutelati. In questa fase noi stiamo cercando di porre attenzione a tutti quegli aspetti fondamentali che la legge ci obbliga a portare a compimento entro il 31 marzo”.

Dopo gli interventi del consigliere delegato della Città Metropolitana, Giuseppe Valenzano, e dell’ex. Assessore provinciale, il prof. Onofrio Resta, è il turno della dott.ssa Arianna Gasparro, consigliera di maggioranza del PD a Turi, la quale concentra la sua attenzione sul “cambiamento che ci attende” e si rifà alle “trasformazioni antropologiche” che si starebbero vivendo anche nel PD.

Segue l’intervento del dott. Mimmo Leogrande, professore universitario di statistica. “La Città Metropolitana risolverà i problemi della gente? Chi ha questa responsabilità deve fare il possibile perché questo territorio possa crescere” – esordisce così Leogrande, mettendo a nudo le difficoltà di una simile ambizione: “È difficile – afferma – perché chi amministra sa che non è così semplice trovare una soluzione”. Il suo intervento mira a “portare spunti di riflessione per chi si appresta ad amministrare questo nuovo Ente” e pone l’accento sulla parola “cambiamento”, ritenuta fondamentale. L’intervento slitta poi sulla differenza tra Provincia e Città metropolitana: “Secondo me la differenza deve essere inquadrata in quella parola, cambiamento. Se i responsabili della nuova Entità hanno una visione delle problematiche aperta, io credo che molti problemi possano essere risolti”.

Il prof. Onofrio Resta non interviene anche in qualità di ex assessore provinciale, poi sostituito da Schittulli, ma dal punto di vista di chi ha contribuito alla nascita della Città Metropolitana e alla stesura dello Statuto, l’ossatura ancora fragile di un ente in fase tuttora costituente.

Ci sono in ballo 300 milioni di euro di finanziamenti europei che serviranno direttamente ai 41 comuni della Città Metropolitana, per la prima volta senza passare dal “filtro” della Regione. Ma senza un sentimento metropolitano, a poco servirà il nuovo ente. È come parlare di Unione Europea senza una Costituzione, senza un sentimento europeo, senza una comunanza culturale, prima ancora che economica.

Infatti, il presidente della Fiera del Levante e dell’Amgas Bari, prof. Ugo Patroni-Griffi, appena prende la parola, annuncia: “Mi sento cittadino metropolitano. Non mi sento barese!”.

La Città metropolitana – spiega il primo renziano di Puglia – è un esperimento di carattere economico e politico di estremo interesse. Dal punto di vista economico, la Città metropolitana non nasce per creare il nuovo ente politico. La Città metropolitana nasce da un imperativo economico. La logica del campanile rischiava e rischia di schiantare il Paese, di distruggere il Paese. Noi non ci possiamo più permettere la proliferazione di iniziative politico-amministrative ed economiche che abbiano l’orizzonte in una circonferenza, in un perimetro limitato a un micro paese, al micro interesse e alla micro area. Noi dobbiamo ragionare in termini di aree vaste, ma non perché è una scelta di Renzi. Il tema della Città metropolitana è molto antico, noi abbiamo perso il treno e adesso ci siamo attaccati all’ultimo vagone. Oggi il 40% dell’economia mondiale è concentrata in 40 città metropolitane. Questo è il dato economico e queste Città viaggiano ad altissima velocità. E chi non ragiona in termini di alleanze, l’alta velocità non la vedrà mai. Auspico che in futuro che il comune di Bari non esista più, che esista solamente la città metropolitana di Bari e il Comune di Bari come l’abbiamo inteso si vada a smembrare nel decentramento: questa è la logica alla base, non c’è più bisogno di avere due enti che si confrontano e si sottraggono e si contendono le risorse. Infine – conclude Patroni-Griffi – io non amo la logica della destra e della sinistra, della maggioranza e dell’opposizione, è una logica antica. La città metropolitana supera questa logica. Nella città metropolitana non c’è una giunta: il suo organo sovrano non è il sindaco, bensì il consiglio metropolitano. Questa diversità strutturale non è stata ancora assimilata dai cittadini. Nella città metropolitana tutti i sindaci, indipendentemente dallo schieramento politico, hanno uguale dignità e non rappresentano una fazione politica, ma fanno sintesi per raggiungere un obiettivo. Io mi auguro che noi iniziamo a comprendere i benefici di un processo concertativo”.

 

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