Martedì 23 Luglio 2019
   
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RIGENERAZIONE URBANA. LE OPINIONI DI UN SANTERMANO

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Nei giorni scorsi è stato pubblicato sul sito internet del Comune di Santeramo in Colle il Documento Programmatico per la Rigenerazione Urbana della nostra città., che è stato approvato dal Consiglio comunale  nella seduta del 30 novembre u.s..

Lo scopo del documento, così come indicato  dalla recente legge regionale n. 21 del 29 luglio 2008, è quello di predisporre un piano per migliorare  le condizioni urbanistiche, abitative, socio-economiche, ambientali e culturali della città , mediante strumenti di intervento elaborati con il coinvolgimento degli abitanti e dei soggetti pubblici e privati interessati.

Il documento  individua  cinque quartieri ( denominati ambiti) che presentano più accentuate condizioni di degrado urbanistico e socio-economico, che necessitano di interventi prioritari ed urgenti, tra i quali il centro storico ed il quartiere del campo sportivo di via Ponchielli nei pressi dell’Oratorio  dei Salesiani.

Dalla lettura del documento programmatico, le cui finalità generali sono comunque condivisibili poiché la nostra città ha urgente bisogno di riqualificazione urbanistica  e di  rilancio economico-sociale, emerge, però,  un’analisi superficiale ed approssimativa della struttura urbanistica  e della realtà socio-economica della città.  Conseguentemente, anche gli interventi prospettati risultano inadeguati e, in alcuni casi, controproducenti e dannosi per il futuro della città.

La  nostra città è cresciuta, infatti,   negli anni ’60 e ‘70, senza alcuna programmazione, a macchia d’olio e in modo disordinato, senza strade  adeguate alla nuova espansione urbanistica, priva  di verde urbano e   spazi pubblici, così come, d’altronde, gli stessi  ingegneri incaricati della elaborazione del PUG ( piano urbanistico generale) hanno documentato nei mesi scorsi

La città, come ognuno di noi lamenta ed impreca  quotidianamente sia in qualità di  automobilista che come pedone, è intasata,  non respira;  il cittadino non ha  giardini e spazi di libertà, per i bambini non vi sono adeguati parchi per il  gioco, e per i giovani non sono stati previsti, nei decenni passati,  luoghi per il tempo libero e lo sport.

Nel centro urbano non vi sono, pertanto, nel modo più assoluto, “spazi di sottoutilizzo” dove sia possibile insediare nuove abitazioni, nuovi volumi  da edificare, come invece   scrivono i redattori  del documento programmatico approvato dal Consiglio comunale.  Vi sono, al contrario, solamente vie  e  piccoli spazi degradati, che hanno urgente bisogno di risanamento, questo sì, per renderli usufruibili da parte dei cittadini, realizzando aiuole, giardini, piccoli parcheggi per bici, motociclette ed  auto, piste ciclabili, parchi gioco.

In sostanza, è oggi  necessario riorganizzare il centro urbano rimediando, come meglio possibile, agli errori commessi in passato, allorché amministratori comunali miopi e sprovveduti  hanno consentito l’espansione selvaggia della città .

Sarebbe, per esempio,  assurdo e del tutto fuori luogo pensare, come invece si prevede nel documento programmatico, alla soppressione dell’antico campo sportivo di via Ponchielli, per insediarvi  nuovi volumi edificati, nuove abitazioni, per la semplice ragione che gli impianti sportivi a Santeramo in Colle  sono già insufficienti e che, insediando nuove costruzioni, il quartiere risulterebbe  intasato, soffocante, non respirabile.

E’ necessario ed urgente, al contrario, provvedere quanto prima alla ristrutturazione e all’adeguamento  dello stesso campo sportivo per renderlo più dignitoso,  meglio presentabile e  usufruibile da parte dei ragazzi, e nel contempo provvedere, con le risorse finanziarie messe a disposizione da parte della Regione Puglia nei giorni scorsi,  alla riqualificazione di tutta l’area circostante.

Mentre le abitazioni sociali   a prezzi calmierati, di cui la nostra città ha comunque urgente necessità, non possono che essere realizzate nelle aree di espansione già previste dal PRG e dal PUG, con  ampi  giardini, adeguati  spazi per il parcheggio,  il tempo libero, per i  giovani ed i ragazzi.

La riqualificazione ed il risanamento non possono consistere in un’opera di  falsa modernizzazione, di alterazione delle  tipologie costruttive che caratterizzano la  fisionomia e la storia della città e  di ulteriore intasamento con  nuove abitazioni, che fanno  accrescere la circolazione automobilistica e il caos.

Nella nostra regione vi sono, purtroppo, tanti  casi  di vistosi scempi urbanistici che hanno compromesso irrimediabilmente le città, che sarebbe assurdo  replicare oggi, qui a Santeramo in Colle.

Nella città di Bari, per citare solo un esempio, il Murattiano è oggi un quartiere caotico ed invivibile, poiché negli anni ’50 e ’60  è stata consentita   la demolizione delle  belle palazzine dell’Ottocento, facendo spazio alla costruzione di palazzi mastodontici,  senza alcuna  identità, triplicando gli appartamenti di ciascun isolato e  determinando inevitabilmente una  crescita smisurata  della circolazione.

Altra cosa sarebbe stata oggi quella città, anche dal punto di vista turistico, se il  quartiere  fosse stato semplicemente ristrutturato e non  alterato, e falsamente modernizzato.

Esempio positivo  di gestione urbanistica è rappresentato, al contrario,  dalla città di Matera, dove gli amministratori  comunali del dopoguerra, con lungimiranza ed accortezza,  non hanno  consentito la    demolizione e deturpazione   dei quartieri centrali.

Tutti noi possiamo, oggi,  constatare, con una semplice passeggiata,  la grande  differenza, in termini  di  vivibilità e di prospettive di sviluppo anche turistico, tra il   capoluogo della nostra regione e la città dei Sassi.

Ritornando alla nostra città, non si comprende la ragione per la quale il documento programmatico non si occupa adeguatamente, come invece sarebbe oltremodo necessario, del centro storico.

Infatti,  ci  si limita a prospettare la necessità dell’interramento delle reti infrastrutturali per la fornitura di energia elettrica, per la  telefonia e la  pubblica illuminazione,  e  la sostituzione della pavimentazione stradale, dedicando alla trattazione del quartiere solo  poche righe, senza nulla aggiungere, in termini programmatici, sui tempi, modalità  e finalità per la realizzazione di tali importanti opere.

Il centro storico della città dovrebbe rappresentare, invece, l’elemento prioritario e  centrale del programma di rigenerazione,  con un ‘ adeguata analisi e valutazione  dell’effettivo stato del patrimonio immobiliare esistente, sia pubblico che privato, al fine di prevedere adeguati incentivi per la sua effettiva ristrutturazione,  per far rinascere e rivivere il quartiere, facendolo ridiventare il centro pulsante della città, con un adeguato arredo urbano.

E’ necessario al tal fine prevedere, per esempio, un adeguato “piano del colore” del centro storico per ristrutturare le facciate degli edifici riportando alla luce le antiche tipologie costruttive, adeguare tutti i regolamenti edilizi, di commercio, di pubblica sicurezza, di igiene  e sanità, ecc., per agevolare l’insediamento nel quartiere di attività commerciali, artigianali, di servizi alla persona, di  rosticcerie, caffè e bar, di ricettività alberghiera, quali bed & breakfast,  albergo diffuso, ecc.

Bisogna creare, in definitiva,  le condizioni affinchè tutto il patrimonio edilizio, tutte le abitazioni  monolocale del centro storico vengano sottratte all’abbandono e al degrado, e riutilizzate per finalità abitative, ma anche per l’insediamento di  attività economiche, consapevoli che - con il declino in Italia della grande industria manifatturiera ( ormai tutto si produce in Cina a basso costo di manodopera!) – i nuovi posti di lavoro, soprattutto lavoro autonomo, bisogna crearli prevalentemente nel terziario, nel settore dei  servizi.    E la nostra città, se adeguatamente curata ed  attrezzata, può sfruttare notevoli potenzialità.

Giuseppe Porfido

Già Assessore

Comune di Santeramo in Colle

Commenti  

 
#7 Anna81 2011-01-04 08:40
Caro Leo e cari lettori,
non bisogna chiedere al partito ma alle istituzioni e questa dovrebbero preoccuparsi di funzionare correttamente e di interpellare e collaborare con la cittadinanza. Sarebbe bello se cittadini e istituzioni imparassero a farlo, visto che è cominciato il 2011, anno del 150° anniversario dell'Unità.
 
 
#6 bad religion 2011-01-02 20:28
rottamiamoli uno ad uno
 
 
#5 Leo 2010-12-29 17:36
Caro Angelo73, queste sono le conseguenze di quando ognuno và per conto proprio: ci si ritrova ad amministrare persone singole, senza l'appoggio del partito, che decidono autonomamente, ovvero quello che stanno facendo in amministrazione! Io mi preoccupo del destino del mio paese...ma a chi vado a chiedere al Sig. Porfido di darmi una mano? O sarebbe molto più sensato rivolgersi ad un partito? Questa è la mia preoccupazione: con questo operato dove andremo a finire!
 
 
#4 Angelo73 2010-12-28 23:10
Caro Leo, anzichè domandarti del partito del Sig. Porfido, dovresti preoccuparti, molto seriamente, del destino del tuo paese; chiedendo conto, a chi ti governa, del suo operato e di come prende decisioni così grosse senza minimamente interpellare il suo corpo elettorale!
 
 
#3 Bouvard 2010-12-28 13:29
Quello che rimane dell'amministrazione comunale non risponde alle domande, giuste o sbagliate che siano.
Muta, come la foglia autunnale di leopardiana memoria, spera che tutto passi nel silenzio e che nessuno alzi la voce per chiedere: allora, che fate della nostra Città??
 
 
#2 Leo 2010-12-28 12:56
Ma di che partito fà parte il Sig. Porfido?
 
 
#1 ILLA1 2010-12-27 14:53
CI VORREBBE LA RISPOSTA DELL'AMMINISTRAZIONE!
 

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