Venerdì 19 Aprile 2019
   
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Il Comune di Santeramo ancora senza biblioteca

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Un paese senza biblioteche non va lontano. Rimane un paese sterile senza memoria e senza futuro.
La biblioteca è un servizio finalizzato alla promozione della lettura e alla crescita di un individuo.
La struttura di Santeramo è da anni oggetto di continui lavori di recupero ed adeguamento oltre che di continue polemiche politiche che hanno passato diverse amministrazioni comunali e commissariamenti.
Nel mese di febbraio il primo cittadino Fabrizio Baldassarre in un nota, annunciava la ripresa dei lavori di pulizia generale della biblioteca.
Vari inconvenienti si sono susseguiti affinché questa ancora non si aprisse.
“A gennaio, spiega Baldassarre un intoppo non dipendente dalla nostra volontà aveva bloccato l’avvio dei lavori di pulizia. Abbiamo scoperto, a seguito del distacco forzato della corrente elettrica, che l’utenza della biblioteca è sempre rimasta intestata durante i 10 anni di lavori di ristrutturazione, alla Provincia di Bari (ora CMdB).
Abbiamo tempestivamente completato la procedura di riallaccio che ha portato via alcune settimane, anche per adeguare la potenza disponibile”, - conclude Baldassarre.
La struttura è idonea e fruibile dal punto di vista igienico-sanitario, dal punto di vista impiantistico, dal punto di vista antincendio e dal punto di vista catastale.
Fu effettuato anche il passaggio delle “chiavi” della Biblioteca dall’ufficio tecnico comunale alla Cooperativa SoleLuna cui, come da bando pubblico, spetta la gestione della biblioteca, della caffetteria CaffèBook e del Parco Giochi comunale adiacente.
“Troppo Facile! Scelta sciagurata e non economica. Declassata la sala conferenze "don Pierino Dattoli" a semplice sala lettura” – scende ancora in campo l’ex sindaco Michele D’Ambrosio – questa volta sul tema dell’apertura della biblioteca.
“Delibera della Giunta nr. 27 data 16/02/2018. Populismo puro. L'Importante è far vedere che si apre. La sala conferenza "don Pierino Dattoli" presso la biblioteca comunale ridotta a "sala lettura".
La Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio sin dal luglio 2017 ha dato parere favorevole alla compatibilità degli interventi di protezione alla struttura, ma ha escluso la proposta di “inscatolamento” di elementi metallici IPE. Questo avrebbe comportato un nuovo progetto di adeguamento antincendio sin dal luglio scorso. Nonostante ciò sia chiaro quindi sin da luglio, a ben otto mesi di distanza, l'Amministrazione comunale anzichè procedere progettualmente per adempiere a quanto richiesto, avendo a disposizione 70 mila euro da noi lasciati, preferisce declassare la bellissima sala conferenze perdendo solo tempo e sicuramente risorse quando si deciderà di soddisfare le richieste dei Vigili del Fuoco.
SI, tra qualche mese si perderà tempo e CERTAMENTE SARANNO IMPEGNATE ALTRE MAGGIORI RISORSE ECONOMICHE. si dovranno smontare di nuovo le bellissime poltroncine e forse si dovrà rifare la nuova levigatura dei pavimenti in conseguenza di altri lavori. SCELTA SCIAGURATA E NON ECONOMICA.
Il ritardo nell'apertura è intollerabile se si pensa che tutto era pronto nel 2017 con qualche piccolo intervento a farsi per i quali avevamo lasciato circa 50 mila euro”, - conclude D’ambrosio.

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