Mercoledì 17 Ottobre 2018
   
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Streaming a metà, ammesso solo per il Comune e Stampa

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Apportata la modifica all’articolo 46 del Regolamento del Consiglio. Nessuna modifica sostanziale: approvata dalla maggioranza la possibilità solo per l’Ente e per le testate giornalistiche autorizzate a riprendere i lavori del Consiglio.

A tal riguardo interviene, dall’opposizione, Giovanni Volpe, promotore nell’ultimo Consiglio di un emendamento che chiedeva di garantire la possibilità di ripresa, oltre che per Ente e Stama “ai singoli cittadini, associazioni, partiti politici e comunque portatori d’interesse è concessa la diretta streaming e/o differita ed ogni altra forma di attività di registrazione, totale e/o parziale, audio e video, consentita dalle tecnologie esistenti, previa preventiva autorizzazione del Presidente del Consiglio. È facoltà del Presidente del Consiglio, nei casi di inottemperanza rispetto a quanto previsto dal presente comma, disporre l’allontanamento dei soggetti inadempienti dall’aula consigliare, anche avvalendosi della forza pubblica” - emendamento rigettato dalla maggioranza.

I Cinquestelle - afferma Volpe - utilizzano la modifica all’articolo 46 comma I°, del regolamento del Consiglio Comunale, per imbrigliare la stampa ed impedire a chiunque, tranne che all’Amministrazione, da loro gestita, la ripresa in diretta streaming delle sedute consiliari. L’articolo 46 comma I°, del regolamento del Consiglio Comunale, resta uguale, con il solo inserimento, fra gli strumenti di ripresa, della diretta streaming, che era già insita nel predetto articolo, quando si affermava “possibile la ripresa delle adunanze, in misura totale o parziale, a mezzo di magnetofoni, videocamere e mezzi comunque idonei a tale scopo” (e quindi anche gli strumenti della diretta streaming), tant’è che già tutti i consiglieri di opposizione avevano già rilasciato l’autorizzazione alle riprese, con il loro insediamento. Per consentire una vera diretta streaming, invece era ed è necessario, consentire a tutti, nel rispetto delle normative, le riprese delle sedute del Consiglio Comunale, che invece viene categoricamente negata: E’ tassativamente vietata ogni altra attività di registrazione, sotto forma di audio e video, delle medesime adunanze…”

Addirittura – continua il Consigliere di Forza Italia - gli organi di informazione devono chiedere autorizzazione al Presidente del Consiglio Comunale (…previa autorizzazione del Presidente del Consiglio), per poter effettuare la diretta streaming e qualsiasi altra forma di ripresa; ciò avviene solo nei regimi dittatoriali. La libertà di stampa è tutelata nell'articolo 21 della nostra costituzione « Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.”

In realtà – conclude - i Cinquestelle non hanno voluto e non vogliono la diretta streaming, ma vogliono solo gestire, in maniera monopolistica, la comunicazione, riservandola solo a loro, che sono a capo dell’amministrazione, ed alla stampa amica. Non può essere diversamente se hanno votato contro la mia proposta di emendamento, che rendeva libera, alla stampa, la diretta streaming ed anche qualsiasi altro tipo di ripresa, per la più ampia diffusione e trasparenza, per chi non sa o non vuole accedere attraverso i canali internet, e disciplinava pure la possibilità di riprese da parte di cittadini, associazioni e comunque di chi interessato; proposta di emendamento che di seguito si riporta per evitare qualsiasi forma di strumentalizzazione. I Cinquestelle, dopo aver vietato qualsiasi forma di ripresa e trasmissione dei Consigli Comunali, che non sia gestita da loro, imbrigliando pure la stampa e vietando a tutti le riprese, si vantano pure sui “social” di aver portato la diretta streaming a Santeramo in Colle e che l’opposizione ha votato contro; ma qualsiasi cittadino di buon senso avrebbe votato contro la proposta di modifica da” regime totalitario”, voluta e votata, dai Cinquestelle, ad escludere qualsiasi forma di ripresa, se non quella direttamente gestita da loro.”

 

Commenti  

 
#4 lanonna 2018-01-02 15:16
per mia nonna che non possiede lo smart, come puo' seguire il consiglio comunale? perché' il consiglio tramesso da trc ,era ottimo per conciliarle il sonno .Aiutatemi
 
 
#3 Vivinci 2018-01-01 18:49
Consigliera Fraccalvieri che vuole rinviare il punto della Corte dei conti . Non ha letto perché a Natale ha lavorato. POVERINA !!!!!!!!!!!!!!! Ma dopo che lavori rimani a casa e non andare più in Consiglio Comunale che è meglio per i cittadini
 
 
#2 Pasquale 2018-01-01 09:12
I grullini affermano che per trentanni tutti i partiti hanno fatto soltanto chiacchiere sul tema streaming. Poverini non sanno che il sistema streaming è attivo solo da pochi anni. In passato i consigli comunali li potevamo seguire su TRC e per molti anni, sino a quando non sono aumentate le pretese economiche da parte del gestore. Pertanto in tema di trasparenza e partecipazione non avete da insegnare niente a nessuno. Al contrario con la vostra delibera avete consegnato gli spazi informativi solo nelle mani degli AMICI. LO HANNO CAPITO TUTTI.
 
 
#1 Max 2017-12-30 10:08
SSSST. Zitti tutti! Con la diretta streaming liberalizzata diventerebbero lo zimbello di tutto il paese. Ogni seduta del Consiglio Comunale una figuraccia? E' meglio evitare dirette, sarebbero una vera gogna per i sognatori 5 stelle.
 

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