Domenica 16 Dicembre 2018
   
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Il dialetto santermano vince ancora

dialetto santermano 

 

Quanta tradizione, quanta cultura del territorio si è respirata lunedì pomeriggio 9 giugno 2014 presso la sala “Pinuccio Silletti” della nostra scuola Hero Paradiso!

Infatti, ci potrebbe essere un modo migliore per festeggiare il dialetto santermano se non attraverso la promozione della matrice linguistica del nostro paese? Come ha affermato il D.S., dott.ssa Elena Cardinale, si è ormai superata una visione passata che per anni ha sminuito il dialetto, visto come una lingua minore che addirittura disorienta e rende più difficile imparare l’italiano, e si va verso la necessità di tutelare il nostro vernacolo come patrimonio prezioso. Non è un caso che la nostra scuola, credendo nel valore culturale del nostro dialetto, lo promuova con orgoglio e convinzione sul territorio, attraverso l’iniziativa del Concorso di Poesia Dialettale.

Ai vincitori di tutte le categorie è stato conferito e consegnato, come nelle edizioni precedenti, uno splendido gioiello Jesus Di, offerto dall’orafo Marcelo Di Gesù, sempre generoso e sensibile in occasione di questa iniziativa: è un ciondolo, creato appositamente per l’occasione, che rappresenta una mezzaluna sulla quale sono incastonati un quaderno e una penna da scrittore. Questo premio non poteva essere più adeguato a questa iniziativa: Marcelo Di Gesù è un artigiano notevole, vero e proprio fiore all’occhiello della Cittadina, che porta alta in tutto il mondo la “nostra santermanità”.

La sua quarta edizione, bandita lo scorso febbraio, per la prima volta si è aperta ad altri dialetti, dietro sollecitazione dell’UNIPLI, l'Unione Nazionale Pro Loco d'Italia. Ciò ha permesso alla Commissione Giudicante, formata dal Dirigente Scolastico, dott. Franco Nuzzi, dalla signora Mariella Stano, e dal sig. Andrea Difonzo, di premiare per la categoria “altri dialetti” il componimento “La ‘mbortanze de la scole”, scritto in vernacolo barese dal sig. Michele Lucatuorto.  

Nella categoria dialetto santermano adulti, sono stati premiati anche tre componimenti molto interessanti, distintisi oltre che per i temi e la musicalità intrinseca al nostro vernacolo, anche per la buona padronanza lessicale e fonologica della lingua. Pertanto, per questa tipologia di premio la terza classificata è stata la sig. Maria Valentino con il componimento simpatico e colorito “U scaldine”, mentre al secondo posto del podio è salita la poesia “La véste de la zite” di Giuseppina Giandomenico, che, rivisitando un racconto di sua madre, ha dipinto magistralmente e ironicamente, un frammento di storia del costume della nostra terra. Dulcis in fundo sul gradino più alto del podio è salita la poesia “Come a nu brutte temboräle” della signora Anna Porfido, che, descrivendo una giornata di temporale estivo, dichiara di aver voluto paragonare a questo evento passeggero la crisi economica attuale, che ella auspica essere altrettanto provvisoria.

Ma il momento più significativo, a mio avviso, è stato quello della premiazione dei piccoli compositori in vernacolo, poiché tutte le loro poesie rappresentano la speranza che il futuro non coinciderà con l’estinzione del dialetto.  A tutti i giovani partecipanti sono stati consegnati attestati di partecipazione. Tra tutti i diversi componimenti pervenuti all’attenzione della Commissione Giudicante, però, quelli risultati più significativi sono stati i seguenti tre. Il terzo classificato è stato il giovane Cardascia Raffaele, che si è distinto per aver cantato “L’amecizzije”, quella vera, che va al di  là del tempo e dello spazio e che si pone come valore profondo e unificante; mentre il secondo classificato è stato Ricciardi Francesco con il suo “U vulétte”, simpatico poemetto che parla del falco grillaio, ricchezza faunistica della nostra murgia. Ma, sullo scranno più alto del podio è salito il giovane Alessio Digregorio con “U vînde”, poesia ricca di riflessione. Tutti e tre gli alunni vincitori sono ragazzi delle classi 5a D e E. Inoltre, al secondo e al primo classificato della categoria ragazzi di quinta, oltre all’onore e al plauso di tutti, verrà attribuita una borsa di studio di 200 e 300 euro, entrambe donate dalla famiglia Di Leone. Il riferimento e la sentita riconoscenza verso il cantore santermano Francesco Alberto Di Leone è stato un punto fisso della manifestazione. A lui vengono riconosciuti numerosi meriti: l’aver innalzato il dialetto santermano a linguaggio poetico, l’aver definito una preziosa grammatica del nostro vernacolo con relativa fonetica, che si pone come pietra miliare di tutto il processo di recupero, consolidamento e diffusione dello stesso, l’aver composto splendide poesie dall’alto valore lirico,…

Nella diffusione del nostro vernacolo un ruolo importante lo ha il maestro Pino Pontrandolfo, che la nostra scuola è orgogliosa di poter annoverare nel proprio organico, poiché da sempre cultore del dialetto santermano, che egli cerca di promuovere con passione  e di far amare sia agli alunni del nostro Circolo, sia alla sua classe di “Dialetto” dell’Università della Terza Età (UTE) di Santeramo.

Pertanto, a tutti gli effetti il vero vincitore della serata è stato il nostro vernacolo. Infatti, l’obiettivo “di valorizzare il dialetto santermano, restituendogli la dignità di lingua viva e di promuovere la cultura senza tempo che ne permea ciascuna parola”, come si afferma nel bando, è stato, senza dubbio, pienamente centrato.

La Collaboratrice del Dirigente Scolastico

ins. Marianna Dimauro

 

 

Commenti  

 
#2 Lumnark 2018-09-14 01:16
OPS ho di enticato di scrivervi la mia e-mail
 
 
#1 Lumnark 2018-09-14 01:14
Salve, sarei molto interessato a visionare o leggere uno dei testi antichi di Santeramo: "La Lumnark". Essendo di origine santermana sarebbe una gran felicitá per me se voi mi deste delle informazioni utili al raggiungimento di questo mio immenso desiderio. Gentilmente e molto speranzoso vi saluto cortesemente, stattebbun.
 

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